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Le scaramucce tra Vendola e Grillo

La campagna elettorale vale per tutti, e quindi nei giorni scorsi Nichi Vendola e Beppe Grillo si sono beccati. Lo racconta oggi il Corriere della Sera a pagina 11. Prima Vendola aveva accusato Grillo di usare un linguaggio «maschilista e sessista», e in generale di non fare sul serio.

«I temi giusti che lui solleva hanno bisogno di un approfondimento piuttosto che di formule magiche e di atteggiamenti molto simili a quelli del fondamentalismo e dell’integralismo. Francamente capisco l’ansia di cambiamento ma non penso che il cambiamento possa essere guadagnato attraverso il potere magico, le bestemmie o una rappresentazione semplificata della realtà».

Grillo ha risposto a Vendola prendendo in giro il suo noto eloquio barocco:

«Se l’esegesi dell’ipercritica evolutiva si infuturasse nell’ipertrofismo universale allora veramente Vendola potrebbe essere nella superfettazione della noo-conoscenza. Va bene?»

E Vendola s’è fermato lì, per evitare di farsi troppo male (e forse dicendo una piccola bugia).

«Non mi sento competitivo rispetto a Grillo, voglio spingere l’elettorato che non vota più. Voglio togliere voti al centrodestra: il mio competitor è il berlusconismo ed è lì che vogliamo andare a strappare voti»