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  • giovedì 5 Maggio 2011

Perché sbagliamo Osama con Obama e non il contrario

Mentre il refuso più diffuso della storia continua a imperversare nelle redazioni di tutto il mondo (e anche in quella del Post, già) se ne fanno ormai analisi linguistiche e culturali. Salon ha interpellato degli esperti ed esposto una lunga galleria di casi: la cosa interessante è la riflessione sul fatto che tendiamo a dire “Obama” parlando di Osama e non il contrario. Un professore sostiene che è per via della “b” di “bin Laden” che ci influenza, e la anticipiamo inserendola già in “Osama”: e che la bi ha un suono meno complesso della esse. E poi c’è anche la più banale ragione che “Obama” è un nome che nelle redazioni siamo abituati a usare più spesso.