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  • mercoledì 4 maggio 2011

L’incidente di Superga

Il 4 maggio di settant'anni fa, la storia del Grande Torino finiva in un disastro aereo

La folla raccolta in piazza Castello assiste all'uscita delle salme dei giocatori del Grande Torino da Palazzo Madama. ©LaPresse Archivio Storico

Il 4 maggio del 1949 il trimotore Fiat G.212 delle Avio Linee Italiane era in volo da Lisbona a Torino per riportare la squadra di calcio del Torino, che aveva disputato una partita amichevole con il Benfica per festeggiare l’addio del capitano portoghese, Francisco Ferreira. Dopo uno scalo tecnico a Barcellona, l’aereo arrivò nel pomeriggio a Torino dove le condizioni meteo erano pessime: nebbia, rovesci di pioggia e scarsa visibilità. Il pilota comunicò alla torre di controllo dell’aeroporto la propria posizione, ma forse a causa di una raffica di vento durante una delle ultime virate l’aeroplano si trovò in una posizione diversa da quella comunicata. Un malfunzionamento dell’altimetro lo fermò a quota 2000 metri quando in realtà l’aereo era sceso tra i 500 e i 600 metri dal suolo.

Alle 17.03 l’aereo fece le ultime manovre per l’atterraggio e si andò a schiantare contro il terrapieno che sostiene la Basilica di Superga, la basilica fatta costruire da Vittorio Amedeo II di Savoia sulla collina di Torino per ringraziare la Vergine Maria in seguito alla vittoria contro i francesi che avevano assediato la città nel 1706. Delle 31 persone a bordo dell’aeroplano non si salvò nessuno. Nell’incidente morirono tutti i giocatori della squadra, tre dirigenti, tre allenatori e i tre giornalisti che erano volati a Lisbona per seguire e raccontare la partita.

Ai funerali organizzati pochi giorni dopo parteciparono centinaia di migliaia di persone, provenienti da tutta Italia, colpite e addolorate per la perdita di una squadra che le aveva appassionate. Si stima che in città arrivarono quasi un milione di persone, che affollarono le strade e le piazze dove passò il corteo funebre. Il Torino fu proclamato vincitore del campionato, mentre le squadre avversarie decisero di utilizzare le loro formazioni giovanili nelle ultime quattro partite. Il Grande Torino aveva vinto cinque scudetti consecutivi tra le stagioni 1942-43 e 1948-49 e dieci suoi giocatori facevano parte della Nazionale di calcio.

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