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  • venerdì 15 Aprile 2011

L’assassinio di Vittorio Arrigoni

L'attivista italiano è stato rapito e ucciso da un gruppo salafita nemico di Hamas e vicino ad Al Qaida

Vittorio Arrigoni, attivista filopalestinese, blogger e collaboratore del Manifesto, è stato ucciso questa notte a Gaza, poche ore dopo essere stato rapito. La notizia del rapimento è arrivata quando in Italia erano da poco passate le 19. Stando a quello che si sa, Arrigoni è stato rapito da un gruppo islamico salafita, che ha diffuso su Internet un video che mostrava l’attivista bendato e con tracce di sangue sul volto. Il testo in arabo che accompagnava le immagini è stato tradotto da PeaceReporter.

 

Nel video, il gruppo chiedeva la liberazione dei salafiti prigionieri di Hamas e soprattutto dello sceicco Hisham al-Souedani, vicino ad Al Qaida. I gruppi islamisti salafiti aderiscono a una versione dell’Islam ancora più fondamentalista di quella di Hamas, con cui infatti negli ultimi anni ci sono stati diversi scontri. Li definisce così Repubblica.

I salafiti si rifanno al movimento islamico della Salafiyya, che letteralmente significa ‘Movimento degli antenati’, fondato dal riformista egiziano Rashid Rida verso la fine dell’Ottocento. Le organizzazioni salafite si caratterizzano per una rigorosa ideologia apocalittica che comprende un netto rifiuto di tutto quanto è relativo all’Occidente.

Il loro obiettivo è quello di ristabilire il ‘vero Islam’ tramite il ritorno alle fonti, ovvero al Corano e alla Sunna del Profeta Maometto. Nella maggior parte dei casi sono riconducibili direttamente ad al-Qaeda. In passato le autorità di Hamas hanno tentato di reprimere, senza successo, il complesso universo salafita presente nella Striscia di Gaza. Sempre più giovani appaiono attratti dall’estremismo religioso.

Quando in Italia era da poco passata l’una di notte, Hamas ha fatto sapere di avere trovato in una casa il cadavere di Vittorio Arrigoni. Poco prima aveva annunciato “un’operazione di pulizia” nei confronti dei gruppi salafiti e non è chiaro se l’uccisione di Arrigoni – avvenuta circa tre ore dopo il rapimento, a fronte di un ultimatum di trenta ore – si debba all’operazione di Hamas. Arrigoni sarebbe stato impiccato. Hamas ha condannato l’uccisione di Arrigoni definendola “un crimine atroce contro i nostri valori”. Due persone sono state arrestate da Hamas in relazione all’uccisione di Arrigoni, un terzo uomo sarebbe ancora in fuga. Vittorio Arrigoni è il primo straniero a essere rapito a Gaza dopo Alan Johnston, giornalista britannico della BBC che fu catturato quattro anni fa e liberato dopo 114 giorni di prigionia.

foto: SAID KHATIB/AFP/Getty Images