• Mondo
  • lunedì 4 Aprile 2011

In Germania pensano ancora all’orso Knut

Dopo la polemica sulle cause della sua morte, i fan protestano contro la decisione di impagliarlo

Knut era nato in cattività nel 2006 ed era diventato subito la star dello zoo di Berlino

In Germania la morte dell’orso polare Knut ha ormai creato un caso mediatico quasi pari a quello della sua nascita cinque anni fa. Dopo la polemica sulle cause della sua morte, è arrivata quella sulla sua sepoltura. Anche oggi i suoi fan hanno organizzato una manifestazione davanti allo zoo di Berlino per protestare contro la possibilità che il suo corpo venga impagliato.

Knut è morto lo scorso 19 marzo davanti a oltre settecento visitatori. Ha iniziato a girare su se stesso e poi è caduto nel laghetto del suo recinto, annegando. Le immagini girate da un visitatore hanno mostrato gli ultimi momenti della sua vita e innescato una feroce polemica sulle responsabilità dello zoo nella gestione dell’incidente e sulle possibili cause della morte dell’orso.

L’autopsia ha confermato che Knut è morto per una grave infiammazione cerebrale, che aveva procurato delle alterazioni irreversibili. Achim Gruber, professore di veterinaria all’Università di Berlino che ha condotto gli ultimi esami, ha detto di credere che questa «sospetta infezione» poteva essere presente già «da diverse settimane, forse mesi». Secondo il professore, è molto probabile che anche se non fosse caduto in acqua Knut sarebbe comunque morto in tempi brevi.

I manifestanti hanno preso di mira soprattutto il direttore dello zoo – Bernhard Blaszkiewitz – con slogan scritti su striscioni come «Signor Blaszkiewitz lei è ridicolo, si impagli il cuore e il cervello». Nato in cattività nel 2006, abbandonato dalla madre subito dopo la nascita, Knut era stato affettuosamente allevato da Thomas Doerflein. Le immagini di Thomas che allattava Knut avevano fatto il giro del mondo e in pochi giorni l’orso era diventata una vera celebrità, con centinaia di persone che facevano la coda per andare a vederlo. Poi c’è stata la morte improvvisa di Thomas, colpito da un infarto due anni fa. E a seguire i primi segni di instabilità di Knut, che avevano convinto la direzione dello zoo a separarlo dalla sua compagna Gianna.