• Cultura
  • giovedì 10 Febbraio 2011

La città modello di Saltaire

Le foto dell'esperimento ottocentesco di pianificazione urbanistica e industriale, divenuto patrimonio dell'Unesco

Il fotografo Christopher Furlong ha completato la settimana scorsa un servizio sulla cittadina inglese di Saltaire. Saltaire è un villaggio vittoriano divenuto modello di pianificazione urbanistica e sociale: si trova nell’area della città di Bradford, in Inghilterra, e la sua fondazione risale al 1853. Il complesso deve il proprio nome all’Aire, il fiume lungo il quale sorge, e all’industriale Titus Salt che all’epoca della creazione del villaggio si occupava della produzione della lana.

Salt decise di trasferire tutti i propri impianti di produzione fuori dalla città di Bradford. Questa scelta consentì di offrire agli operai maggiori spazi per vivere e lavorare e, al tempo stesso, consentì agli stabilimenti di sfruttare meglio un canale e la ferrovia per il trasporto delle merci.

Per gli operai, Salt fece costruire abitazioni dignitose, al di sopra della media degli altri villaggi operai, con acqua corrente e servizi igienici. Il villaggio aveva poi numerose strutture come una scuola, una biblioteca, una sala di lettura, un auditorium per i concerti, una palestra, alcuni laboratori e un ospedale. Un piccolo parco spezzava la monotonia della serie di villette a schiera e dei grandi edifici in cui si lavorava la lana.

Dal 2001 Saltaire è un Patrimonio dell’Umanità secondo l’UNESCO, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della promozione della cultura, della scienza e dell’istruzione tra gli stati del mondo. Il villaggio si è conservato bene, ma alcuni edifici richiedono nuovi restauri e ristrutturazioni. Ogni anno nell’area del villaggio vittoriano si tiene il Saltaire Festival, celebrato per la prima volta nel 2003 in occasione dei 150 anni della fondazione di Saltaire.