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  • martedì 25 gennaio 2011

“Mubarak vattene”

Migliaia di persone per le strade al Cairo, una giornata di proteste e manifestazioni "senza precedenti"

Un poliziotto è morto dopo essere stato colpito da un sasso scagliato dai manifestanti

17.50 L’edizione online del quotidiano egiziano Al-Wafd scrive che un poliziotto sarebbe morto dopo essere stato colpito da un sasso lanciato dai manifestanti che stavano protestando a piazza Taharir, nel centro del Cairo. Anche cinque manifestanti sono rimasti feriti, mentre circa venti persone sono state fermate dopo aver tentato di assalire il Parlamento.

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Diverse migliaia di manifestanti sono scesi per le strade al Cairo, la capitale dell’Egitto, scandendo slogan contro la polizia, il ministero degli interni e il governo, in scene che la città non vedeva dagli anni Settanta. Così almeno la mette il corrispondente di Al Jazeera, dando conto dell’ennesima ondata di manifestazioni antigovernative nei paesi nordafricani.

I manifestanti stanno marciando verso la sede del Partito nazionale democratico, il partito governativo che alle elezioni conquista regolarmente percentuali di consensi superiori all’85 per cento. Il suo leader infatti è il presidente egiziano Hosni Mubarak, al potere dal 1981. L’altra cosa senza precedenti, dice Al Jazeera, è il fatto che fino a questo momento la polizia abbia “lasciato la gente marciare così senza tentare di fermarli”. Sia Al Jazeera che BBC fanno risalire l’organizzazione delle manifestazioni odierne a questa pagina di Facebook, che oggi raccoglie 12mila iscritti.

Il governo egiziano nei giorni scorsi aveva ammonito la popolazione, avvertendo gli attivisti che volevano emulare le proteste della Tunisia che sarebbero andati incontro ad arresti e privazioni della libertà. Le minacce rischiano di avere sortito effetti opposti a quelli desiderati. Oggi, tra l’altro, in Egitto è festa nazionale: si celebra una festa in onore della polizia, uno strumento fondamentale che ha permesso a Mubarak di restare al potere indisturbato per trent’anni. Gli organizzatori delle manifestazioni, invece, hanno proclamato la giornata “una festa contro la tortura, la povertà, la corruzione e la disoccupazione”. Amnesty International ha chiesto al governo egiziano di non intervenire nei confronti di “proteste pacifiche”

foto: AP Photo/Mohammed Abu Zaid

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