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  • lunedì 3 Gennaio 2011

La crisi di governo in Pakistan

Il Movimento Muttahida Qaumi ha abbandonato la colazione che sostiene il governo di Gilani, che ora rischia la sfiducia

Il primo ministro potrebbe ricucire i rapporti rivedendo parte della politica economica del governo

Il Movimento Muttahida Qaumi (MQM) ha deciso di abbandonare la coalizione che sostiene il governo di Yousaf Raza Gilani in Pakistan. La scelta del partito, il più grande di orientamento liberale del paese, è stata comunicata ieri e potrebbe portare a una crisi politica e alla fine dell’attuale esecutivo. Per evitare un voto di sfiducia che potrebbe costargli l’incarico, Gilani ha organizzato un incontro con Shahbaz Sharif, il leader della Lega Musulmana Pakistana (LMP), il principale partito di opposizione. Il primo ministro confida di trovare un accordo con Sharif per superare la crisi ed evitare le dimissioni.

In Pakistan sono ormai in molti a richiedere la fine dell’esperienza di governo di Gilani, spiega al-Jazeera, e le opposizioni potrebbero avere i numeri per sfiduciarlo. Senza i 25 voti dell’MQM, la coalizione del Partito del Popolo Pakistano (PPP) può fare affidamento su 160 voti, dodici in meno dei 172 necessari per avere la maggioranza alla Camera (Assemblea Nazionale).

Gilani sostiene di avere ancora la situazione sotto controllo e di poter governare ugualmente anche senza i voti dell’MQM, ma secondo gli analisti politici senza una solida maggioranza l’attività governativa potrebbe rimanere a lungo in stallo, con gravi conseguenze per il Pakistan. Il primo ministro potrebbe però provare a ricucire i rapporti con il Movimento, che ha abbandonato dopo aver contestato le ultime scelte di politica economica del governo e dopo aver ritirato i propri ministri.

Gli esponenti dell’MQM hanno accusato nelle ultime settimane Gilani di aver fatto poco per combattere l’inflazione e la crisi economica in Pakistan. La prevista riforma di parte del sistema fiscale non li convince, come racconta il leader del partito Haider Abbas Rizvy, perché porterebbe vantaggi solamente ai proprietari terrieri e ai ricchi, mentre farebbe aumentare la pressione del fisco sulle classi meno agiate.

Una modifica dei nuovi provvedimenti potrebbe quindi riavvicinare i voti dell’MQM, che non vuole comunque fare cadere il governo come ricorda lo stesso Rizvy usando parole molto simili a quelle che abbiamo sentito di recente per una crisi di governo a noi molto più vicina:

La nostra idea è certamente quella di non sostenere il governo, ma non vogliamo essere la causa della fine dell’attuale assetto politico in Pakistan. Noi daremo il nostro appoggio, dai banchi dell’opposizione in Parlamento, a tutte le buone idee del governo. Non vogliamo far finire il governo.