Perché Skype è morto per un giorno

I problemi della settimana scorsa si devono alla versione del software per Windows

A causa di un serio problema tecnico, la scorsa settimana milioni di utenti non hanno potuto utilizzare Skype, uno dei principali servizi per chattare, fare telefonate e videochiamate online. Il disservizio è durato per circa 24 ore impedendo alla maggior parte degli iscritti al sistema di comunicare tra loro. Intenti a risolvere il problema, nelle ore dell’emergenza i responsabili di Skype si erano tenuti molto sul vago sulle effettive cause del guasto, ripromettendosi di spiegare nei giorni seguenti quali fossero state le dinamiche che avevano portato al blackout.

Stando alla spiegazione da poco fornita sul blog ufficiale della società, Skype è andato in tilt principalmente a causa di un errore contenuto nella versione 5.0.0.0152 del proprio programma per Windows. In pratica, alcuni server che si occupano di gestire i messaggi inviati offline, quelli che rimangono in sospeso fino a quando il ricevente non è in linea, si sono sovraccaricati e hanno iniziato a inviare i messaggi in sospeso in ritardo. Queste informazioni, contenenti differenze tra gli orari di invio e ricezione, non sono state correttamente gestite dalla versione di Skype per Windows incriminata, che si è così arrestata su milioni di computer.

In poche ore, circa la metà di tutti gli utenti di Skype ha visto bloccarsi il programma per chattare e telefonare sul proprio computer. Questo, spiega Lars Rabbe sul blog ufficiale della società, ha spedito offline il 25 – 30% dei “supernodi” che fanno funzionare la rete di Skype. In pratica, il servizio sfrutta i singoli computer che si collegano per mantenere attiva la propria rete, se questi spariscono la rete diventa meno efficiente e gli utenti possono avere problemi a collegarsi. Alcuni di questi computer diventano supernodi e svolgono quindi funzionalità più avanzate per coordinare e gestire i dati che circolano sulla rete di Skype, si comportano come una sorta di centralini.

Il problema della scorsa settimana ha mandato offline circa un terzo di tutti i supernodi che solitamente tengono in piedi Skype. Quando un supernodo si blocca, deve essere riavviato e occorre poi attendere un po’ di tempo prima che inizi a funzionare normalmente. Il traffico sulla rete di Skype si è così intensificato sui supernodi che erano rimasti in linea, aggravando ulteriormente il sovraccarico per l’intero sistema.

Inoltre, chi aveva la versione per Windows di Skype incriminata l’ha giustamente riavviata cercando di collegarsi nuovamente al servizio. Il sistema è stato così investito da un alto numero di richieste in un momento in cui funzionava con un terzo in meno delle risorse. Molti supernodi ancora attivi a causa del sovraccarico di dati si sono arrestati automaticamente, aggravando ancora di più il momento di tilt della rete di Skype.

Per risolvere il problema, i tecnici della società hanno approntato alcuni “mega-supernodi” in grado di gestire un traffico più pesante di dati. Nelle ore seguenti, hanno poi dirottato alcune risorse solitamente utilizzate per le videochiamate di gruppo per creare altri supernodi e rendere più stabile la rete. Questo ha consentito ai supernodi normali di riavviarsi e tornare attivi senza subire nuovi sovraccarichi. Quando il numero di questi centralini ha raggiunto livelli accettabili, i tecnici hanno iniziato a disattivare i mega-supernodi di emergenza, mantenendone attivi alcuni per non avere sorprese nei giorni delle feste natalizie.

Capito e risolto il problema, i responsabili di Skype hanno deciso di adottare alcune nuove strategie che dovrebbero consentire di evitare blackout così lunghi e diffusi. I piani prevedono: la realizzazione di un nuovo sistema di aggiornamento automatico per il programma, in modo da risolvere con più rapidità gli errori, come quello che ha poi portato al crollo del sistema; un sistema di revisione più accurato per capire con maggiore rapidità che cosa non funziona e come porvi rimedio anche durante l’emergenza; nuovi sistemi per la prova delle nuove versioni di Skype prima del loro lancio ufficiale.

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