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  • giovedì 23 Dicembre 2010

Cosa sappiamo dei pacchi bomba a Roma

Sono esplosi a distanza ravvicinata all'ambasciata svizzera e a quella cilena

Nessuna relazione con i falsi allarmi di stamani, la polizia parla di «finalità terrorista»

Due pacchi bomba sono esplosi oggi a Roma a distanza ravvicinata nelle sedi dell’ambasciata svizzera e di quella cilena. In entrambi i casi sono stati feriti i due addetti dell’ambasciata che hanno aperto il pacco.

L’addetto dell’ambasciata svizzera è quello che ha riportato le conseguenze peggiori: non è in pericolo di vita, ma rischia l’amputazione della mano sinistra. Un terzo pacco sospetto trovato all’ambasciata ucraina si è rivelato soltanto un falso allarme. La polizia ha parlato subito di «attentati con finalità terroristiche». Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel pomeriggio ha confermato che la pista seguita al momento è quella anarchica. Le ipotesi più accreditate finora parlano di un possibile collegamento con un gruppo anarchico-ecologista già attivo in passato in Svizzera.

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18.10 Le ipotesi più accreditate finora sulla matrice degli attentati parlano di un collegamento con un gruppo anarchico-ecologista, di cui la Svizzera è già stata vittima in passato. Proprio davanti all’ambasciata elvetica a Roma il 5 ottobre era stato trovato un ordigno incendiario. Era vicino al muro di cinta e non esplose, ma conteneva il messaggio «Costa, Silvia e Billy liberi». Si tratta dei tre anarchici attivi nelle lotte ecologiste radicali, arrestati ad aprile vicino a Zurigo con l’accusa di progettare un attentato contro il laboratorio di ricerca sulle nanotecnologie a Ruschlikon.

Anche il collegamento con l’ambasciata cilena potrebbe venire da qui: lo scorso ottobre Silvia Guerini, una dei tre anarchici al momento in carcere in Svizzera, aveva scritto una lettera per sostenere alcuni anarchici arrestati in Cile. Nella lettera la vicinanza con i dissidenti cileni era motivata anche dal fatto di far parte di un «movimento rivoluzionario internazionale».

17.35 Il ministro dell’Interno Roberto Maroni: «La pista anarchica è quella al momento seguita perché ci sono precedenti analoghi in Grecia».

17.30 La polizia svizzera ha evacuato la sede dell’ambasciata dell’Unione Europea a Berna in seguito a un allarme bomba seguito al ritrovamento di un pacco sospetto.

16.27 Gli attentati ricordano molto quelli contro le ambasciate in Grecia dello scorso novembre, che portarono poi all’arresto di due uomini appartenenti a un gruppo di estrema sinistra. La polizia non ha ancora confermato ufficialmente nessuna pista.

16.19 Il ministero degli Esteri, Franco Frattini,  ha inviato «un messaggio di particolare cautela» anche alle ambasciate italiane all’estero. «È un fatto grave, una minaccia grave alle sedi diplomatiche. Tutte le altre ambasciate accreditate qui a Roma stanno facendo accertamenti immediati».

16.11 L’attentato, secondo le prime ipotesi degli inquirenti, potrebbe avere una matrice anarco insurrezionalista. Ma al momento le indagini non hanno ancora imboccato nessuna pista preferenzale. Gli esperti del Ris stanno prendendo in esame i resti dei pacchi bomba e dovranno cercare di accertarne il potenziale e la provenienza geografica.

16.00 La mappa delle esplosioni alle due ambasciate.

15.37 Gli inquirenti hanno comunicato che nel caso dell’ambasciata ucraina si è trattato di un falso allarme, il pacco sospetto non era un pacco bomba.

15.33 «È un’ondata di terrorismo contro le ambasciate: è qualcosa di più inquietante di un singolo attentato. Spero che le ambasciate prendano provvedimenti per garantire la loro sicurezza», ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

15.27 I carabinieri stanno facendo accertamenti in tutte le ambasciate e sedi diplomatiche di Roma, per verificare che non siano presenti altri pacchi bomba.

15.20 Un pacco sospetto è stato trovato anche all’ambasciata ucraina in via Guido D’Arezzo a Roma. Le verifiche sono in corso.

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Due pacchi bomba sono esplosi oggi a Roma a distanza ravvicinata nelle sedi dell’ambasciata svizzera e di quella cilena. In entrambi i casi sono stati feriti i due addetti dell’ambasciata che hanno aperto il pacco. L’addetto dell’ambasciata svizzera è quello che ha riportato le conseguenze peggiori: non è in pericolo di vita, ma rischia l’amputazione della mano sinistra. La polizia ha parlato di «attentati con finalità terroristiche». La procura di Roma ha già aperto un fascicolo.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha detto che non c’è nessuna relazione tra i pacchi bomba e gli altri falsi allarmi che ci sono stati a Roma questa mattina, quando una telefonata anonima giunta in Campidoglio verso le 11 aveva avvertito di una bomba negli uffici del Comune in via del Tempio di Giove, e in viale Marconi all’Eur. «Gli inquirenti» ha spiegato il sindaco «stanno valutando piste internazionali». Finora non c’è stata nessuna rivendicazione.

Ambasciata svizzera: L’esplosione del pacco ha ferito il portinaio della sede diplomatica. Secondo i primi accertamenti l’addetto alla corrispondenza dell’ambasciata elvetica, 53 anni, sarebbe stato investito dall’esplosione subito dopo avere aperto il pacco e ora rischia l’amputazione di entrambe le mani.

Ambasciata cilena: In questo caso il dipendente che ha aperto il pacco è stato ferito più lievemente alle mani. Il pacco bomba recapitato era contenuto in una busta gialla identica a quella che conteneva l’altra bomba recapitata all’ambasciata svizzera. Si trattava di un pacco piccolo dalle dimensioni di una videocassetta. L’esplosione è avvenuta nell’ufficio smistamento al piano terra dell’ambasciata.