• Italia
  • sabato 11 dicembre 2010

Serve, l’autostrada Mestre-Orte?

Perché le associazioni ambientaliste e i movimenti si oppongono alla costruzione del tracciato

Legambiente, Italia Nostra, Wwf e altri movimenti e associazioni a difesa dell’ambiente e del territorio hanno sottoscritto un appello per dire no al progetto di costruire una nuova autostrada che metta in comunicazione Mestre con Orte. Il progetto, da poco approvato dalla Commissione incaricata di effettuare la valutazione di impatto ambientale, si snoderà per quasi 400 chilometri interessando i territori di Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Lazio per un totale di 48 comuni e 11 province, come ricorda oggi un articolo di Repubblica.

Secondo i firmatari, gli attuali livelli di traffico non giustificherebbero la costruzione di un’opera così impegnativa, che stando ai progetti dovrebbe offrire due corsie di marcia per ogni carreggiata più una corsia di emergenza. «Il traffico nelle varie tratte della E45 e della E55 interessate dalla prima proposta è un decimo di quello che servirebbe per costruire un’autostrada a pedaggio che penalizzerebbe il traffico locale» scrivono gli esperti del Wwf sul loro sito web.

L’opera dovrebbe costare complessivamente dieci miliardi di euro e richiedere almeno undici anni per essere completata. Ma una volta terminata, potrebbe sovrapporsi in molti tracciati ad altre strade e autostrade. Il piano prevede la realizzazione dell’itinerario autostradale E55 Nuova Romea, alternativo alla statale che c’è adesso, e il potenziamento degli altri tratti, che fanno parte dell’E45, già esistenti.

Nel tratto tra Mestre e Ravenna, dicono gli autori della raccolta di firme, il nuovo troncone di autostrada scorrerebbe parallelo alla A13 dallo svincolo di Mestre Sud a quello di Codevigo in provincia di Padova. Le due autostrade attraverserebbero lo stesso territorio a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra.

Secondo i tecnici dell’Anas, la nuova infrastruttura avrebbe invece un valore fondamentale per il sistema dei trasporti in Italia e in Europa.

L’infrastruttura autostradale Civitavecchia-Orte-Mestre è una grande opera strategica dell’Anas, che si propone di creare un corridoio diretto tra il Centro-Sud dell’Italia ed il Nord-Est, di risolvere le rilevanti criticità di traffico legate alla qualità ed alla sicurezza del servizio e di fornire agli utenti un’alternativa concreta all’attuale sistema autostradale di collegamento.

L’itinerario costituisce la naturale prosecuzione del Corridoio Europeo 5 che consente la connessione tra il quadrante europeo occidentale e l’Est Europeo (da Lisbona a Kiev), configurandosi quindi come il principale itinerario verso sud per i traffici commerciali con i Paesi dell’Europa Orientale.

Del progetto per il nuovo collegamento tra Mestre e Orte si parla ormai da una quindicina di anni. Nel corso del tempo, il piano è stato sostenuto sia dal centrodestra che dal centrosinistra e ha invece raccolto l’ostilità dei comitati sparsi lungo i territori interessati dall’opera. Un primo progetto fu ritirato nel giugno del 2007 a causa delle carte tecniche, poco precise e talvolta lacunose. Un nuovo progetto più puntuale e preciso è stato presentato dall’Anas nel corso del 2009 e ha ora raccolto il benestare sul fronte dell’impatto ambientale. I firmatari dell’iniziativa per fermare la costruzione dei nuovi tratti d’autostrada dicono di essere pronti a far ricorso al Tar e se necessario alla Commissione europea.

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