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  • sabato 13 Novembre 2010

I talebani attaccano la base Nato di Jalalabad

La base era già stata attaccata a giugno, è la terza più grande dell'Afghanistan

Una bomba esplode in una strada di Emam Sehab, al momento ci sarebbero almeno sette morti

Questa mattina all’alba un gruppo di talebani ha attaccato un avamposto militare NATO vicino all’aeroporto di Jalalabad, ma è stato respinto prima che gli attentatori riuscissero a farsi esplodere. L’attacco ha innescato uno scontro armato che è durato per più di due ore lasciando otto talebani uccisi, due di questi indossavano cinture esplosive. Nessun militare delle forze Isaf è morto, ha fatto sapere il portavoce del governo provinciale di Nangarhar, Ahmad Zia Abdulzai. I talebani invece sostengono di avere ucciso sessantadue militari Nato e di avere perso undici uomini.

Un fotografo della Associated Press presente sul luogo dello scontro ha detto di avere visto i corpi di tre uomini a terra, tutti e tre vestiti con uniformi dell’esercito afghano, che i talebani spesso usano per camuffarsi. Lo scorso giugno la stessa base militare aveva subito un attacco simile, che anche in quel caso era stato respinto e aveva portato alla morte di otto militanti talebani. La base militare di Jalalabad è una delle basi NATO più grandi dell’Afghanistan – subito dopo quella di Kandahar a sud e di Bagram a nord di Kabul – e impiega oltre 2.500 persone tra militari e personale civile.

Poco dopo l’attacco di Jalalabad, una bomba nascosta in una moto è esplosa in una strada molto affollata di Emam Sehab nel nord dell’Afghanistan, provincia di Kunduz, uccidendo sette persone. La bomba è esplosa proprio quando stava passando un veicolo della polizia afghana. Il comandante – Mohammad Manan – è morto insieme a una delle sue guardie del corpo e a cinque civili, ha confermato il capo del distretto di polizia locale Abdul Qayum Ebrahimi.

Gli attacchi di questa mattina arrivano subito dopo il fallito attentato suicida di ieri vicino a Kabul contro un convoglio militare su cui viaggiavano forze Isaf e militari afghani e segnalano il rischio di una possibile impennata di violenza in vista dell’incontro NATO a Lisbona della prossima settimana, quando i rappresentanti dei paesi membri discuteranno anche del conflitto in Afghanistan.

Al Jazeera scrive che la violenza in Afghanistan è al suo picco massimo da quando il regime talebano è stato cacciato nel 2001, e che le morti dei civili non sono mai state così alte nonostante la presenza di circa 150mila truppe straniere. Oggi è anche il nono anniversario della caduta del regime talebano. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha già annunciato il progressivo ritiro delle truppe dall’Afghanistan a partire da luglio 2011.