• Scienza
  • venerdì 12 novembre 2010

Le zanzare mutanti contro la dengue

Sulle isole Cayman hanno liberato tre milioni di zanzare geneticamente modificate per ridurre il numero dei contagi

L'iniziativa ha attirato numerose critiche tra chi ritiene che le zanzare sterili possano compromettere l'equilibrio degli ecosistemi

Da qualche mese sulle isole Cayman vive una colonia di zanzare geneticamente modificate. Gli insetti fanno parte di un esperimento per cercare di contenere la diffusione della dengue, una malattia virale che causa febbre alta e nei casi peggiori emorragie che si rivelano letali. Per la dengue non esiste al momento un trattamento specifico e, secondo le autorità sanitarie, il virus causa ogni anno almeno 24mila decessi e colpisce almeno 50milioni di persone.

Come avviene per la malaria, il virus della dengue viene trasmesso all’uomo attraverso la puntura di una zanzara, la Aedes aegypti, un insetto che si riproduce nelle acque stagnanti e che – a differenza di altre specie di zanzare – si nutre anche di giorno, aumentando sensibilmente le probabilità di contagiare le proprie prede.

I ricercatori della Oxitec Limited, una società di Oxford (UK), hanno deciso di modificare il DNA di queste zanzare per creare un nuovo insetto geneticamente modificato e sterile. Dopo anni di prove in laboratorio, gli scienziati hanno infine trovato la giusta combinazione nel codice genetico per far nascere grandi quantità di maschi di zanzare sterili. Alle isole Cayman i ricercatori hanno poi diffuso nell’ambiente circa tre milioni di questi esemplari, destinati ad accoppiarsi con le zanzare della medesima specie sull’isola. Essendo sterili, gli accoppiamenti non porteranno ad alcuna nuova nidiata e questo dovrebbe consentire di abbassare sensibilmente il numero di zanzare presenti nel paese, spiega l’Associated Press.

Da maggio a ottobre, gli scienziati hanno rilasciato nell’ambiente una grande quantità di zanzare di sesso maschile geneticamente modificate per tre volte la settimana in un’area di 0,16 chilometri quadrati. Ad agosto, il numero di zanzare nella zona è diminuito dell’80% rispetto a un’area confinante dove non erano state rilasciate zanzare sterili.

Secondo Luke Alphey, direttore scientifico della Oxitec, l’area utilizzata per i primi esperimenti è ancora troppo piccola per far registrare una diminuzione significativa dei casi di dengue. Le stime elaborate dalla società sono però promettenti: se si riuscisse a ridurre dell’80% su larga scala la popolazione di zanzare che trasmettono la patologia, la riduzione dei casi di dengue diventerebbe apprezzabile.

Laboratori universitari, società e istituti di ricerca lavorano da molti anni sul DNA delle zanzare per creare delle mutazioni che le rendano innocue, disinnescando i meccanismi di contagio della malaria o della dengue. Gli esperimenti sul campo in quest’area di ricerca sono ancora agli albori, ma hanno già ricevuto numerose critiche da chi sostiene che modifiche su larga scala del patrimonio genetico delle zanzare potrebbero avere effetti devastanti sugli ecosistemi.

Le larve delle zanzare sono alla base dei pasti di numerosi altri insetti e animali, così come le zanzare adulte vengono predate da anfibi e numerose specie di volatili. La loro mancanza nell’ecosistema a causa della diffusione degli esemplari sterili potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza di centinaia di specie animali, dicono i detrattori delle iniziative come quelle della Oxitec.

Alphey respinge le critiche, ricordando che le zanzare geneticamente modificate non possono modificare gli ecosistemi in maniera permanente perché durano al massimo per una generazione. Ma per debellare la dengue in aree endemiche come l’Asia e il Sudamerica, sarebbero necessari diversi miliardi di zanzare sterili.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità osserva con molta attenzione gli esperimenti nel campo e ha dichiarato promettente l’iniziativa della Oxitec. Secondo i responsabili dell’OMS, le zanzare modificate geneticamente potrebbero anche portare alla riduzione dell’uso degli insetticidi verso i cui componenti chimici le zanzare sviluppano progressivamente una sensibile resistenza.

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