La zuppa Campbell è in crisi

Ieri il valore delle sue azioni è passato da 36,05 dollari a 34,75 dollari dopo l'annuncio delle previsioni 2011

La crisi dei consumi negli Stati Uniti rende difficile per le aziende aumentare i prezzi di vendita dei prodotti

La zuppa Campbell – quella che tutti conosciamo per i quadri di Andy Warhol – sta attraversando un difficile periodo di crisi economica. Ieri il valore delle sue azioni è sceso del 3,6 percento passando da 36,05 dollari a 34,75 dollari dopo che l’azienda Campbell Soup Co. ha annunciato le sue previsioni economiche per il 2011.

Entro la fine di luglio, l’azienda prevede di aumentare i guadagni dal due al quattro per cento, a fronte di un incremento previsto delle vendite nette dall’uno al tre percento. A settembre aveva previsto invece per lo stesso periodo che i guadagni sarebbero aumentati dal cinque al sette percento, a fronte di un incremento netto delle vendite dal due al tre percento. L’azienda si è giustificata dicendo che le promozioni adottate sui propri prodotti negli ultimi mesi non hanno aumentato il volume complessivo di vendite come si aspettava. Secondo gli esperti del settore le difficoltà attuali sarebbero dovute a una serie di eventi concomitanti, due su tutti:

1. le zuppe in generale sono diventate dei prodotti sempre meno economici nei supermercati, soprattutto se paragonate ad altri piatti pronti come il classico americano «macaroni and cheese»

2. i produttori delle zuppe non si sono abbastanza impegnati negli ultimi anni nella promozione dei loro prodotti e non hanno fatto abbastanza in termini di comunicazione per ricordare ai consumatori i vantaggi della zuppa sia in termini di praticità che in termini di benefici per la salute

Secondo il Wall Street Journal, il caso Campbell esemplifica al meglio le difficoltà che molti produttori di beni di consumo quotidiano stanno affrontando in questo periodo di crisi dei consumi, che rende quasi impossibile aumentare i prezzi di vendita. La Campbell ha anche fatto sapere che le vendite di alcuni altri suoi marchi – come gli snack Pepperidge Farm e le bevande V8 – stanno invece andando bene.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.