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  • martedì 2 novembre 2010

Il nuovo governo della Lettonia

Si è riunito oggi il nuovo Parlamento della Lettonia, uscito dalle elezioni dello scorso 2 ottobre

Valdis Dombrovskis guiderà un governo composto da Vienotiba (Unità) e ZZS (Partito dei verdi e dei contadini)

di Paolo Pantaleo

Si è riunito oggi il nuovo parlamento della Lettonia, uscito dalle elezioni dello scorso 2 ottobre, e Valdis Dombrovskis, premier uscente e vincitore delle elezioni ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Zatlers l’incarico di formare il nuovo governo, che sarà composto da Vienotiba (Unità) il partito di Dombrovskis e ZZS (Partito dei verdi e dei contadini). La maggioranza di centro moderato che sostiene il governo può contare sul voto di 55 dei 100 deputati che compongono il parlamento lettone e già domani Dombrovskis si presenterà in aula con il nuovo governo per ottenere la fiducia.

Dombrovskis, al termine di lunghe trattative, ha alla fine deciso di limitare la sua maggioranza ai due partiti di centro moderato che sin dalla vigilia delle elezioni avevano stretto un accordo di governo. Restano fuori i nazionalisti di Visu Latviaji! (Tutto per la Lettonia) e di Tevzemei un Brivibai (Per la patria e la libertà), le cui posizioni sono apparse troppo estremistiche. Il rischio era di scontentare eccessivamente la minoranza russofona che in Lettonia conta circa il 30 per cento della popolazione ed esporre il nuovo governo alle critiche che, anche a livello internazionale, spesso colpiscono le posizioni fortemente nazionalistiche di alcuni esponenti di Visu Latviaji.
Saskanas Centrs, il partito filorussofono, con i suoi 29 deputati, guiderà l’opposizione al governo di Dombrovskis, anche se in Lettonia alcuni credono non sarà per molto tempo.

Dombrovskis già nel corso delle trattative per la formazione della nuova maggioranza di governo, aveva aperto alla collaborazione con Saskanas Centrs, che però aveva posto condizioni, sulla questione della nazionalità e dei diritti della minoranza russa, ritenute da una parte delle forze che sostengono Dombrovskis non accettabili.
Dunque, almeno per il momento, non si è assistito alla storica novità di una forza russofona che entra nella maggioranza di governo lèttone dalla fine dell’Urss (a Riga invece dal 2009 Nils Ušakovs è il primo sindaco filorussofono dall’indipendenza del paese).

Sembra però aperta la possibilità, nel corso della legislatura, di un riavvicinamento fra Saskanas Centrs e Vienotiba, che potrebbe portare a un governo di coalizione nel caso in cui la maggioranza attuale non riesca ad attuare e a far digerire al paese le dure politiche di riforma economica e di risanamento imposte dall’Unione Europea. La Lettonia deve restituire al FMI un maxi prestito di 7.5 miliardi di euro e deve raggiungere entro il 2014 un rapporto fra deficit di bilancio e pil sotto al 3 per cento per entrare nell’Euro (nel 2009 il rapporto deficit-pil è stato del 9 per cento).

Nel programma di governo Dombrovskis si è posto l’obiettivo di raggiungere il 6 per cento di deficit/pil nel 2011 e di recuperare risorse da investire sulla sanità, il comparto più colpito dai tagli drastici effettuati nell’ultimo anno. Altri punti del programma sono il progressivo innalzamento dell’età pensionabile, aiuti alle famiglie e investimenti sulla formazione degli insegnanti e sull’istruzione, contenimento dei costi delle medicine.

Al di là dei temi nazionalistici, che in Lettonia occupano da sempre un posto rilevante nel dibattito politico e nell’opinione pubblica, in questo momento è il tema del risanamento dell’economia, in una nazione che è stata ad un passo dal fallimento, in cima alle preoccupazioni della popolazione ed è su questo tema che Dombrovskis, che nell’ultimo anno ha ottenuto buoni risultati nel risanamento del bilancio, ha conquistato la fiducia dell’elettorato, dopo che i sondaggi pre elettorali prevedevano una vittoria del partito russofono.

In queste ore Dombrovskis sta ultimando la definizione dei suoi ministeri: Vienotiba, il partito del premier, occuperà sette ministeri, i più importanti: il ministero delle finanze e quello dell’economia, il ministero della giustizia, e quello dell’interno. Il nuovo ministro degli esteri sarà con molta probabilità Valdis Kristovskis (leader di Vienotiba), mentre alla Cultura dovrebbe andare Sarmite Elerte, una delle due donne della prevista compagine governativa, ex redattrice di Diena e volto nuovo della politica lettone. L’altra donna ministro dovrebbe essere Ilona Jurševska dei Verdi, al Welfare. All’altro partito che sostiene Dombrovskis, quello dei verdi e dei contadini, oltre che il Welfare vanno altri cinque ministeri, fra cui quello dell’ambiente, della sanità, e dell’istruzione.

La prossima scadenza elettorale importante del paese è prevista per il prossimo anno con l’elezione del Presidente della Repubblica. Sarà un nuovo banco di prova nella contrapposizione fra l’elettorato lèttone e quello russofono, o magari la prima occasione delle prove generali per un’intesa fra le due componenti del paese verso il superamento delle tensioni nazionalistiche.

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