• Italia
  • venerdì 29 ottobre 2010

Il caso Ruby diventa caso Karima

Il vero nome e gli altri aggiornamenti sulla storia della minorenne marocchina

Addentrarsi nelle pagine dei giornali di oggi vuol dire rassegnarsi a una prolungata immersione in decine di pagine piene di cose già raccontate ieri, lunghe smentite dei protagonisti delle vicende, retroscena di colore e dubbia veridicità, qualche raro elemento di novità. Allora abbiamo deciso di fare un servizio al pubblico: le abbiamo lette noi, quelle pagine, così che non dobbiate per forza farlo voi. E scremando le cose superflue, questo è quello che c’è di nuovo sul cosiddetto “caso Ruby”, che intanto ha cambiato nome.

In tutto questo casino, di tre cose siamo ragionevolmente certi. La prima è che questa ragazza – che si chiama Karima, ha 17 anni ed è marocchina – è stata effettivamente ad Arcore a casa di Berlusconi. La seconda cosa è che la ragazza ha ricevuto dal premier regali e denaro in contanti: il Corriere dice 5000 euro ogni sera, e fa notare che si tratta di cifre superiori a quelle che Patrizia D’Addario riceveva quando si prostituiva per Berlusconi. Repubblica parla addirittura di un’auto, un’Audi. La terza cosa è la “rete di protezione” che si è manifestata il 27 maggio, quando la ragazza è finita in Questura per furto ed è uscita, nel corso della notte, affidata a Nicole Minetti, igienista dentale del premier e consigliere regionale in Lombardia.

Repubblica pare aver sentito la ragazza per telefono. Avrebbe detto che quelle dei giornali sono «cazzate» e che parlerà «quando sarò maggiorenne». Poi dice che «non rinnego niente di quello che ho fatto, se non avessi fatto questo percorso non sarei la Ruby di oggi: sarebbe stato diverso se avessi avuto dei genitori». Infine dice che le dispiace. «Sono state coinvolte persone che mi hanno aiutato senza chiedere niente in cambio».

Berlusconi ha detto due frasi due per commentare tutto il casino sulla minorenne marocchina e le feste ad Arcore. La prima la dice ad Acerra, prima della conferenza stampa sui rifiuti: «Sono fatto così, ma ho la coscienza a posto. Sono una persona di cuore e mi muovo sempre per aiutare chi ha bisogno di aiuto. Ma sono qui per parlare di spazzatura vera, lascio a voi la spazzatura mediatica». La seconda a Bruxelles, durante una pausa del Consiglio europeo. «È stato fatto un casino sul nulla».

Emilio Fede, ma anche questa è una notizia di ieri, ha detto che «forse questa Ruby l’avrò vista un paio di volte durante le cene a casa di Berlusconi, nella villa di Arcore». Poi ha smentito vari pezzi del racconto fornito dai giornali: ha detto che non va ad Arcore con «la limousine» ma con la sua macchina, che non è stato lui a presentarla a Berlusconi, che non sapeva fosse minorenne e che nelle serate a casa di Berlusconi non c’è «nulla di strano o di trasgressivo, tutto regolare. Se è questo che vuole sapere non ho mai visto una donna o un uomo nudo». Ieri i giornali sostenevano che Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede fossero indagati per favoreggiamento della prostituzione. Fede dice: «Non mi risulta, anzi mi sento di escluderlo».

Anche Nicole Minetti smentisce tutto. Dice che «con la signorina Ruby non ho rapporti di amicizia», che non l’ha «mai ospitata in casa mia» e che non le risulta «di essere indagata». Non ha smentito o confermato di essere andata lei a prendere Karima in questura il 27 maggio, ma su questo non ci sono dubbi.

L’ambasciata egiziana ha fatto sapere che «non esiste» alcuna parentela tra il presidente Mubarak e Karima, e questo si sapeva già. Però non si sa di altre reazioni da parte del presidente egiziano per il fatto che il presidente italiano avrebbe consigliato a una minorenne accusata di furto di spacciarsi per sua nipote.

Emergono racconti e dettagli delle persone che conoscono Karima a Letojanni, un paese sul mare in provincia di Messina dove vive la sua famiglia. Poi quelle che l’hanno conosciuta nella casafamiglia di Genova nella quale la ragazza è stata per alcuni mesi. Tutte confermano che lo stile di vita di Karima mostrava grande disponibilità economica: vestiti firmati, profumi costosissimi, gioielli, rulli di banconote da 100 o 500 euro. I racconti sono stati confermati da Gigliola Graziani, 76 anni, direttrice della casafamiglia «Kinderheim» di Genova.

Il padre di Karima, Muhammad El Marough, fa il venditore ambulante a Letojanni. I giornali sostengono che abbia detto che non sa niente di sua figlia e che non vuole più vederla. «Se pretende di vivere da occidentale faccia pure, ma lontano da casa».

Il profilo di Karima su Facebook, dal quale ieri diversi giornali hanno attinto decine di fotografie, sarebbe stato cancellato.

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