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  • martedì 12 Ottobre 2010

In Texas si riparla del caso Willingham

L'uomo fu condannato a morte ingiustamente, ma il governatore che cerca la rielezione ha provato a confondere le acque

di Emanuele Menietti

Negli Stati Uniti il dibattito sull’opportunità di eliminare dagli ordinamenti la pena di morte va avanti da anni senza mai ottenere consensi davvero rilevanti, ma si intensifica ciclicamente all’avvicinarsi delle scadenze elettorali. Jonathan Alter torna a sollevare un caso famoso negli USA su Newsweek di questa settimana, a meno di un mese di distanza dalle elezioni del nuovo governatore dello stato che si terranno il prossimo 2 novembre. Rick Perry, l’attuale governatore del Texas alla ricerca del terzo mandato, è un convinto sostenitore della pena di morte e in queste settimane sta cercando di distogliere l’attenzione dal caso Willingham scoppiato lo scorso anno in seguito a una lunga e documentata inchiesta del New Yorker.

Cameron Todd Willingham raccontò di essere stato svegliato dalle urla di una delle sue tre figlie la notte del 23 dicembre del 1991: la casa stava andando a fuoco. Colto dal panico, provò a salvarle ma non ci riuscì e decise di correre in strada per cercare aiuto. Quando i pompieri arrivarono era ormai troppo tardi e le tre bambine erano morte. Ma una perizia escluse la possibilità che si fosse trattato di un incidente e accusò Willingham di incendio doloso, una pratica spesso messa in atto per frodare l’assicurazione sulla casa in un luogo come il Texas, dove la maggior parte delle case è costruita in legno.

Alcuni testimoni confermarono che, sì, Willingham era apparso sconvolto quella notte poco prima di Natale, ma sembrava quasi che fingesse, che ostentasse una disperazione eccessiva. In carcere, l’uomo venne accusato da un compagno di cella, che raccontò agli inquirenti di aver ascoltato una sua completa confessione. L’accusa era molto solida, i difensori d’ufficio dell’imputato cercarono di persuadere il loro cliente a dichiararsi colpevole così da ottenere l’ergastolo e non la pena capitale. Ma Willingham continuò a dirsi innocente e il processo si chiuse con la sua condanna a morte.

Attraverso un’amica di penna, una decina di anni dopo Willingham riuscì a mettersi in contatto dal carcere con Gerald Hurst, un grande esperto di incendi e di esplosivi. Il tecnico osservò la documentazione e arrivò alla conclusione che la perizia dei primi anni Novanta fosse del tutto fuori strada. Grazie alle conoscenze acquisite nel decennio successivo all’incidente nella casa di Willingham, Hurt produsse una nuova perizia dimostrando come la causa più probabile dell’incendio fosse stato un barbecue all’esterno della casa di legno.

I documenti vennero inviati alla Commissione dello stato del Texas per la revisione dei casi dei condannati a morte, ma non furono presi in considerazione. Così, nonostante le prove a favore di Willingham fossero consistenti, l’uomo venne giustiziato il 16 febbraio del 2004 con l’approvazione del governatore Perry.

Nel 2009 un’indagine commissionata dalla Texas Forensic Science Commission sollevò l’ipotesi che un uomo innocente – Cameron Todd Willingham – fosse stato giustiziato in Texas sotto l’amministrazione Perry. Temendo probabilmente un’esplosione del caso, già ripreso con grande risonanza dal New Yorker, Perry decise di rimpiazzare tre membri della Commissione a due giorni dalla discussione di un nuovo rapporto, il terzo, che dimostrava come nel 1991 la casa di Willingham non fosse andata a fuoco a causa di un incendio doloso. L’audizione fu così rinviata a data da destinarsi, anche se formalmente il governatore assunse l’impegno di portare a termine le indagini.

Nonostante la gestione poco trasparente della vicenda, scrive Alter, Perry ha ottime probabilità di essere nuovamente rieletto e di ottenere un nuovo mandato come governatore del Texas. La maggioranza dei cittadini in Texas è favorevole alla pena di morte, ma il caso Willingham potrebbe comunque far vacillare alcune convinzioni. Per i sostenitori della pena capitale, l’errore e la condanna di innocenti è spesso l’unico argomento di dubbio.

Conclude Alter:

Anche quelli che insistono nel sostenere la pena di morte dovrebbero almeno ammettere che una sentenza irreversibile dovrebbe essere rara e utilizzata quando non vi è alcuna ombra di dubbio. Altrimenti, Cameron Willingham non sarà l’ultimo uomo che muore così oltraggiosamente per mano dello Stato. E che cosa ci potrebbe essere di più arrogante di questo?

L’articolo del New Yorker che aveva ricostruito la terribile e avvincente storia di Todd Willingham, accusato di aver dato fuoco alla propria abitazione e di aver così ucciso le proprie tre figlie, era stato raccontato da Luca Sofri e Matteo Bordone in due successive puntate della trasmissione radiofonica Condor nel settembre del 2009.

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