iPhone visto dai ciechi

Austin Seraphin racconta come lo smartphone gli ha cambiato la vita facendogli scoprire anche i colori

La funzione VoiceOver legge i contenuti visualizzati sul telefono utilizzando un sintetizzatore vocale

Austin Seraphin è cieco dalla nascita, ma da alcuni mesi grazie a un iPhone riesce quasi a vedere il mondo. Sul suo blog Behind the Curtain, Austin ha raccontato la sua esperienza con lo smartphone di Apple, rivelando di essere rimasto molto sorpreso dalle numerose funzionalità offerte dall’iPhone per i non vedenti. Il post, molto efficace e commovente, è stato ripreso dall’Atlantic per riportare l’attenzione sull’importanza dell’accessibilità dei nuovi dispositivi elettronici.

Da quando ho un iPhone, la mia vita è cambiata per sempre – spiega Austin nel suo pezzo. Penso si tratti della cosa migliore che sia capitata ai ciechi da molto tempo, forse da sempre. Offre senza difficoltà l’accesso alle applicazioni e mi ha cambiato la vita in 24 ore.

Prima di arrivare a queste conclusioni, Austin era in realtà molto scettico nei confronti del telefono prodotto da Apple. La società aveva annunciato la presenza delle funzione VoiceOver sul proprio dispositivo, un sistema di sintesi vocale che legge le scritte sullo schermo e offre una serie di opzioni per inviare i comandi, ma sulla base di precedenti esperienze con altri smartphone Austin pensava che la soluzione realizzata da Apple fosse poco pratica e utilizzabile. Una sua amica non vedente ne era però entusiasta e così alla fine Austin decise di andare, accompagnato dalla madre, in un negozio di telefoni cellulari per provare l’iPhone.

Quando viene attivato, VoiceOver non si limita a leggere ciò che compare sullo schermo attraverso un programma di sintesi vocale, ma aggiunge anche alcune funzionalità per semplificare l’invio dei comandi sul touchscreen. In pochi minuti in negozio, Austin ha così imparato a selezionare le applicazioni e ad avviarle, a scorrere i contenuti presenti sul telefono e a navigare utilizzando alcuni gesti da compiere sullo schermo con le dita.

Ho continuato a fare domande con entusiasmo, così come mia madre. «Puoi ricevere gli SMS su questo?» ha chiesto. «Beh, sì, ma il sistema non legge il messaggio» ha risposto il negoziante. Le speranze di mia madre stavano andando a picco, ma le mie no, visto che avevo iniziato a capire come funzionava il software. «Dai, vediamo, proviamo» ho suggerito. Mia madre ha tirato fuori il proprio cellulare e mi ha inviato un messaggio di testo. Dopo pochi secondi, il cellulare mi ha avvisato e ha pronunciato il nome di mia madre. Ho semplicemente fatto scorrere un dito sullo schermo e ha letto il resto: “Ciao, Austin”. Mia madre si è quasi messa a piangere.

Austin non è completamente cieco. Può distinguere vagamente gli sbalzi di luce e riconoscere alcuni colori da fonti luminose come lampade e schermi. La visione è però sempre sfocata e le macchie di luce e colore che riesce a vedere non sono sempre facilmente identificabili. Una piccola applicazione, Color Identifier, è però venuta in soccorso di Austin.

Il programma trasforma l’iPhone in una sorta di scanner per colori. È sufficiente puntare l’obiettivo della fotocamera su un oggetto per visualizzare sullo schermo del telefono la descrizione del colore di ciò che è stato inquadrato. L’applicazione è compatibile con VoiceOver e dunque permette all’iPhone di leggere le informazioni sui colori attraverso il sintetizzatore vocale. Grazie a questo sistema, Austin ora riesce a immaginare meglio i colori e a capire che cosa sta osservando.

Sono uscito. Ho guardato il cielo. Ho sentito pronunciare il nome di colori come “orizzonte”, “spazio cosmico” e molte altre gradazioni di blu e grigio. Ho sfruttato i suggerimenti sui colori per trovare le mie piante di zucca, cercando il verde tra il marrone e i colori delle pietre. Ho trascorso una decina di minuti guardando le mie piante, con le loro foglie che virano tra il verde e il limone-zenzero. Poi ho girovagato per il mio giardino e ho visto un fiore di colore blu. […] Ho osservato il tramonto, ascoltando i colori che cambiavano man mano che il cielo si scuriva. La notte seguente, ho fatto notare a mia madre quanto il cielo fosse più blu del solito. Visto che posso vedere un po’ di luce e qualche colore, penso che sentire i nomi dei colori aiuti la mia percezione, migliorando la mia esperienza visiva.

L’iPhone ha cambiato la sua vita, ma Austin ammette che ci sono ancora dei problemi per i non vedenti per poter utilizzare al meglio il dispositivo. Il problema di fondo è l’impossibilità di utilizzare iTunes dallo smartphone per acquistare musica, video, libri e applicazioni. VoiceOver non funziona bene con l’iTunes Store e navigare all’interno delle varie sezioni risulta spesso difficoltoso. Il programma non è accessibile e la versione per computer funziona solamente su Windows e Mac, tagliando fuori i sistemi operativi basati su Linux che offre diversi programmi per i non vedenti.

Numerose associazioni a tutela dei diritti dei non vedenti si battono da tempo per ottenere un impegno maggiore da parte dei produttori di smartphone, accusati di trascurare le esigenze dei portatori di handicap e di chi può avere difficoltà nell’utilizzare dispositivi touchscreen con tastiere virtuali. Partecipando al Consumer Electronics Show di Las Vegas dello scorso anno, il cantante Stevie Wonder lanciò un appello ai produttori di cellulari, invitandoli a studiare nuove soluzioni per dare ai non vedenti «l’emozione, il piacere e la libertà di essere parte delle nuove tecnologie».