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  • sabato 25 settembre 2010

L’arcivescovo di Canterbury apre ai vescovi gay

«Non c'è nessun problema se una persona omosessuale diventa vescovo»

Ma scontenta tutti pretendendo che mantengano il celibato, a differenza dei loro colleghi eterosessuali

L’Arcivescovo di Canterbury, la massima autorità religiosa del Regno Unito e il capo della religione cristiana anglicana, ha detto in un’intervista al Times di non avere obiezioni all’ordinazione di vescovi apertamente omosessuali, a patto che sia rispettato il celibato. Secondo il Guardian, che come tutti i media britannici le ha dato ampio spazio, la dichiarazione di Rowan Williams susciterà reazioni e polemiche sia da parte dei fedeli conservatori che da quelli più progressisti, che non possono notare la differenza di trattamento con il clero eterosessuale a cui la Chiesa Anglicana non impone il celibato.

Messa in parole semplici, non c’è nessun problema se una persona omosessuale diventa vescovo. La questione è che ci sono delle regole storiche e tradizionali che ci si aspetta siano seguite. Quindi la vita privata del clero pone sempre una questione.

Williams spiega di non avere mai appoggiato cambiamenti nel senso delle sue parole odierne per timore che causassero rotture troppo costose per la Chiesa d’Inghilterra.
La Comunione Anglicana, l’associazione che riunisce ottanta milioni di fedeli in 160 paesi, si è già divisa in passato su questi temi. A fronte di molte contestazioni da parte dei conservatori nei confronti delle aperture, la Chiesa Episcopale statunitense ha invece già nominato due vescovi gay. E la questione è anche centrale nei contrasti tra la Chiesa Anglicana e quella Cattolica, emersi anche nella recente visita di Benedetto XVI a Londra.

Nell’intervista Williams parla anche della tormentata decisione di non nominare vescovo di Reading il reverendo Jeffrey John, di cui era stata nota una relazione omosessuale. La questione del clero omosessuale è “una ferita” nel suo ministero.

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