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  • giovedì 2 Settembre 2010

I viaggi di Ballaman

Il presidente del Consiglio regionale friulano nel più classico dei cliché: il leghista anti-sprechi e anti-casta che abusa dell'auto blu

Il caso sollevato dal Messaggero Veneto, la procura della Corte dei Conti ha aperto un'inchiesta

Edouard Ballaman, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, è finito nel più classico e abusato dei cliché e delle storie sui politici: solo che è vero. Esponente della Lega Nord, da tempo minaccioso avversario della casta, per anni ha tuonato contro i modi di fare della “vecchia politica”, sostenendo di dar voce all’insofferenza della gente comune nei confronti degli sprechi. E con che severità e intransigenza: qualche mese fa disse di considerare superflui anche i soldi spesi nei festeggiamenti per i 150 anni dell’unità d’Italia.

Ora la Procura della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia ha aperto un’inchiesta per verificare eventuali danni all’erario in rapporto a quanto pubblicato ieri da un’inchiesta del Messaggero Veneto. In sostanza, il giornale riferiva di almeno settanta episodi – dettagliandoli uno per uno – nei quali, dal 2008 al marzo del 2010, Ballaman avrebbe utilizzato l’auto di servizio e l’autista per finalità del tutto non istituzionali: viaggi verso la sua casa di villeggiatura, incontri politici della Lega, viaggi verso la casa della moglie o in aeroporto a prendere dei parenti. Nell’elenco c’è di tutto: compresa la prima a Milano del film “leghista” Barbarossa, un viaggio per accompagnare la moglie dal dentista, un altro per farsi portare a Venezia, da dove sarebbe partito in viaggio di nozze.

Un sistema diventato quasi abitudine, prima che Ballaman decidesse di rinunciare all’auto blu, il 1° aprile del 2010. Ma dal maggio 2008 a marzo di quest’anno un autista e un’automobile sono stati a sua disposizione. Da maggio a dicembre 2008 una Lancia Thesis e da gennaio 2009 a marzo 2010 un’Audi A6. Una macchina che ogni giorno era pronta davanti a casa del presidente del Consiglio, Pordenone centro, per accompagnarlo ovunque desiderasse, riportandolo a casa la sera.

A indicare giorni e percorrenze è un dossier, non di provenienza anonima, verificato attraverso una “fonte” attendibile e molto ben informata. E il dossier racconta una settantina di spostamenti, alcuni documentati da ricevute del telepass, non coperti dall’egida della Regione e a volte compiuti con al seguito la fidanzata (fino al 21 novembre 2009) e poi moglie, Chiara Feltrin.

Ballaman si è sposato con Chiara Feltrin nel 2009, testimone Umberto Bossi. Del suo precedente matrimonio si era occupato nel 2005 Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, quando aveva raccontato di come lo stesso Ballaman, allora questore alla Camera, e un altro esponente leghista avessero assunto l’uno la moglie dell’altro. In quell’articolo, raccontando di alcune avventate operazioni commerciali da parte dell’esponente leghista, Stella lo descriveva così.

Nato in Svizzera ma cresciuto a Pordenone, è un commercialista finito spesso sui giornali. Prima per aver dato fuoco in diretta tivù al concordato fiscale del governo Dini. Poi per aver battuto Vittorio Sgarbi nell’ uninominale anche grazie a volantini in cui invitava i cattolici a votare per lui (insegnante in una scuola salesiana) e non per gli avversari giacché uno era «comunista» e l’altro un «noto libertino frequentatore di pornostar». Quindi per aver proposto per due volte l’abolizione del «made in Italy» da sostituire al Nord con «made in Padania». Per non dire delle sparate sul diritto di Pordenone a diventare una provincia autonoma o di un’intervista al «Sole delle Alpi» dove alla domanda su cosa detestava rispondeva: «Il tricolore».