Cos’è il processo breve

In questi giorni finiani e berlusconiani stanno trattando per un accordo sul processo breve, cos'è la norma e perché è causa di polemiche

In media ogni grado di giudizio dovrebbe compiersi in due anni

di Giovanni Fontana

Nota del 14 aprile 2011. La legge approvata il 13 aprile alla Camera non è la legge sul “processo breve” di cui parla questo articolo di agosto. Quella legge era volta a ridurre la durata dei processi; quella approvata il 13 aprile accorcia la prescrizione per gli incensurati e dovrebbe chiamarsi infatti “prescrizione breve”. Maggiori approfondimenti qui.

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Il cosiddetto processo breve è un disegno di legge a firma di Maurizio Gasparri definito ufficialmente come “Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi”. Il ddl è stato presentato dalla maggioranza parlamentare ed è stato fino a ora approvato al Senato – il 20 gennaio scorso – ma non ancora presentato alla Camera, dove la discussione potrebbe cominciare nei prossimi giorni.

L’intenzione annunciata da parte dei promotori del ddl è quella di garantire ai cittadini l’estinzione di un processo che si sia protratto troppo a lungo senza arrivare a sentenza, incentivando così una maggiore rapidità dei processi.

Cosa dice la legge
Un processo che preveda pene non superiori ai dieci anni è dichiarato estinto dopo che sono trascorsi due anni senza che si sia compiuto ciascun grado di giudizio.

Per i reati commessi prima del maggio 2006, data dell’approvazione dell’indulto, i termini sono diversi:

– 3 anni dall’azione penale del pubblico ministero, se in primo grado
– 2 anni per il giudizio nel processo d’appello
– un anno e sei mesi per la Cassazione

Invece, per crimini con pene superiori ai dieci anni, ma con l’esclusione dei reati di mafia e terrorismo, i tempi limite sono di:

– 4 anni per il processo di primo grado.
– 2 anni per l’appello
– un anno e sei mesi per la Cassazione

Per accuse concernenti reati di mafia e terrorismo, invece:

– 5 anni per il processo di primo grado.
– 3 anni per l’appello
– 2 per la Cassazione

Qualora la Corte di Cassazione disponga l’annullamento delle sentenze già emesse, ciascun nuovo grado di giudizio dovrà arrivare entro un anno dalla sentenza di quello precedente.

Eccezioni
Per i reati di mafia e terrorismo – ma solo se il processo viene rilevato come particolarmente complesso (o presenti un alto numero di imputati) – il giudice può estendere di un terzo i limiti di annullamento.

Il conteggio dei tempi viene poi sospeso in caso di:

– richiesta di autorizzazione a procedere al parlamento
– necessità dell’estradizione dell’imputato
– se l’imputato o il difensore hanno un impedimento

In tutte queste occasioni il calcolo dei tempi riprende nel momento nel quale vengano meno le ragioni d’eccezione.

Il disegno di legge prevede anche la possibilità, da parte dell’imputato, di fare domanda per un’equa riparazione nel caso in cui il proprio processo abbia subito un eccessivo ritardo. La domanda dovrà essere valutata dal presidente della Corte d’Appello del distretto in cui ha sede il magistrato competente.

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