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  • martedì 6 Luglio 2010

Finiani: chi può arruolare Berlusconi

Ecco la lista dei finiani che Berlusconi starebbe tentando di far passare dalla sua parte

Anche questa è, a suo modo, una storia ricorrente. L’ultima volta che l’abbiamo vista eravamo a cavallo tra il 2007 e il 2008, secondo governo Prodi, risicatissima maggioranza parlamentare per il centrosinistra. Berlusconi era in difficoltà e la sua strategia prevedeva sostanzialmente due fasi: la prima era l’invasione sistematica di telegiornali e programmi televisivi; la seconda era il corteggiamento spietato – altri hanno usato termini ben più aspri – ad alcuni esponenti della maggioranza, nel tentativo di convincerli a passare con il centrodestra e far saltare gli equilibri.

Oggi assistiamo a qualcosa di simile, e questo ci dà la misura dell’instabilità generale della situazione. Dell’invasione delle tv siamo stati testimoni lo scorso fine settimana. Dei tentativi di Berlusconi di fare campagna acquisti presso la corrente finiana avrebbe parlato lo stesso presidente della camera, raccontando che il premier “li chiama uno ad uno, persino quelli che l’hanno visto solo in fotografia, e gli dice: io e te dobbiamo parlare, vienimi a trovare”.

Oggi Repubblica fa un po’ il punto della situazione su questa campagna acquisti, raccontando che la storia va avanti da un paio di mesi e che esisterebbe addirittura una lista dei parlamentari “corteggiabili”, ovviamente top secret e stilata da Ignazio La Russa (motivo per cui Fini avrebbe definitivamente rotto ogni rapporto con lui). Non ci sono i nomi di tutti i finiani, bensì solo di quelli ritenuti a torto o a ragione maggiormente disponibili a discutere con Berlusconi e magari passare dalla sua parte.

Aldo Di Biagio
Deputato eletto all’estero nella circoscrizione Europa, ex AN e responsabile PdL per gli italiani all’estero. È uno dei (pochi) membri della direzione nazionale del partito che votò contro il documento della maggioranza, durante la riunione del 22 aprile (quella del “che fai, mi cacci?”). Per questa ragione praticamente tutti gli altri parlamentari PdL eletti all’estero chiesero le sue dimissioni immediate dall’incarico di responsabile per gli italiani all’estero, ed è possibile che proprio questa sia la leva che tenterà di utilizzare Berlusconi per convincere Di Biagio a cambiare casacca.

Claudio Barbaro
Deputato PdL ex AN, membro della giunta del Coni e del direttivo di Generazione Italia, chiacchierando su Facebook ha scritto qualche tempo fa che “dopo il Cav. se non ci attrezziamo rischiamo di regalare il paese alla Lega” e che “gli ex colonnelli [La Russa, Alemanno, Matteoli, Gasparri] oramai sono servi del cavaliere, hanno solo cambiato padrone”. Fate un po’ voi.

Mario Baldassarri
Senatore PdL ex AN, illustre economista e già vice ministro alle Finanze durante lo scorso governo Berlusconi. Da mesi rappresenta la voce critica dei finiani sull’operato di Tremonti, colui che nella maggioranza ha criticato più ferocemente le scelte di austerità del governo e il mancato sostegno alla ripresa. Nonostante questo, però, non è un finiano ortodosso: per questo c’è chi dice che se gli dovesse essere offerta una promozione a vice ministro delle Finanze potrebbe ammorbidirsi.

Benedetto Della Vedova
Il parlamentare ex radicale avrebbe già incontrato il premier, scrive Repubblica. Secondo il premier lui è un “liberale vero” e quindi “il suo posto” sarebbe altrove. “Gli ho risposto che sono un liberale”, ha detto Della Vedova, “diventato berlusconiano per convinzione e che continuo ad essere coerente con le mie idee anche adesso che mi riconosco nelle posizioni del presidente della Camera”.

Fabio Granata
Anche Fabio Granata ha già visto il premier, mediatori i ministri siciliani Alfano e Prestigiacomo. Lo ha raccontato lui stesso. “Cordiale, a tratti divertente, si è parlato di tutto, anche di calcio. Lui mi ha ascoltato a lungo, poi ha provato a convincermi che Fini coltiva nei suoi confronti solo un’antagonismo di natura caratteriale. Gli ho ribattuto che i problemi sono politici, che sulla legalità, su intercettazioni, sul caso Cosentino i punti di vista sono differenti. Ma non mi ha offerto alcunché, nessun invito, nessuna proposta”. Sia lui che Della Vedova sembrano troppo esposti per saltare dall’altra parte.

Silvano Moffa
Deputato PdL ex AN, è uno dei personaggi di mezzo: i finiani moderati che cercano di ridurre lo scontro con Berlusconi. È tra i promotori di Spazio aperto, l’associazione dalla composizione mista – finiani e non – con lo scopo di raggiungere “la più alta sintesi possibile” nel PdL. L’iniziativa è stata molto apprezzata dal premier. Altre volte ha rivolto critiche ai finiani più ortodossi per la loro litigiosità. L’impressione è che il corteggiamento nei suoi confronti abbia maggiori possibilità di successo di quello nei confronti di altri.

Souad Sbai
Deputata PdL italomarocchina, è molto impegnata sul fronte dell’immigrazione e dei diritti delle donne. Ultimamente è data in allontanamento da Fini. Nonostante il suo impegno su questi temi, non ha firmato la proposta di legge Granata-Sarubbi sulla cittadinanza agli immigrati, definendola sbagliata e “maschilista”. Ieri, racconta Repubblica, risultava tra le firmatarie del “manifesto per l’integrazione dei migranti”, promosso trasversalmente da Livia Turco e Fabio Granata. Nel pomeriggio ha negato con una nota ufficiale: “Mai pensato di presentare manifesto per l’integrazione”.

Adolfo Urso
Ex AN, oggi deputato PdL e vice ministro allo sviluppo economico, è uno di quei finiani che a causa del suo incarico governativo si trova a discutere e lavorare con Berlusconi e i suoi praticamente ogni giorno. Difficile che possa cambiare casacca, ma il suo ruolo di pontiere e la vacanza prolungata del ministero dello sviluppo economico rappresentano per Berlusconi quanto meno una possibilità: uno spiraglio per un tentativo.

Pasquale Viespoli
Senatore PdL e sottosegretario al welfare. Condivide con Urso la condizione di membro del governo e con Moffa quella di promotore dell’associazione Spazio Aperto. Compagno di partito di Fini fin dai tempi del Movimento Sociale, è esponente di quella destra sociale che si è spaccata tra Fini e Alemanno. Meridionalista convinto, per ora sta con Fini, di cui apprezza soprattutto la combattività nei confronti dell’egemonia esercitata oggi dalla Lega.