La regione Lombardia dà 234 mila euro al Meeting di Rimini

Persino la Lega protesta contro il finanziamento del Meeting di Comunione e Liberazione da parte del governatore ciellino Formigoni

"Credo che le risorse dei lombardi andrebbero spese diversamente, soprattutto in tempo di crisi e di ristrettezze alle finanze pubbliche"

“Siamo orgogliosi che Regione Lombardia sia presente da anni alla più importante manifestazione culturale, giovanile e non solo, d’Europa il Meeting internazionale di Rimini, evento che fa registrare 800mila presenze da tutto il mondo”

Il capogruppo del PdL alla Regione Lombardia Paolo Valentini l’ha messa così, e ha poi elencato una successione di nomi altisonanti per giustificare la “presenza” della Regione Lombardia al Meeting di Comunione e Liberazione. Solo che dietro il termine – “presenza” – si contano ben 234 mila euro con cui la Lombardia finanzierà la suddetta “presenza”, soldi che vanno nelle casse dell’organizzazione di cui il governatore della Lombardia è uno dei maggiori esponenti, e che si ritiene abbia occupato con suoi uomini gran parte del potere lombardo legato alla Regione. Tanto che sul finanziamento al Meeting ha protestato persino un alleato di Formigoni, il capogruppo della Lega Stefano Galli.

“Come mi è stato possibile appurare dall’ordine del giorno della commissione tecnica comunicazione, la Presidenza della giunta e gli assessori alla Famiglia e alle Infrastrutture hanno già predisposto tre delibere in cui si vorrebbero spendere i soldi dei cittadini lombardi per finanziare stand, gadgets e pagine pubblicitarie nell’ambito del Meeting di Rimini 2010. Credo che le risorse dei lombardi andrebbero spese diversamente, soprattutto in tempo di crisi e di ristrettezze alle finanze pubbliche. Siamo ovviamente dalla parte delle Regioni ma se vogliamo essere pienamente credibili cominciamo a tagliare ogni forma di sprechi”

Valentini ha risposto sostenendo che altre regioni sarebbero “presenti” al meeting “con cifre analoghe” a quelle offerte dalla Lombardia, ma non ha fornito dati a sostegno di questa tesi. E ha controaccusato Galli, mescolando i finanziamenti ad imprese culturali riconosciute e terze con quelli diretti a un movimento religioso-politico-imprenditoriale in conflitto di interessi con chi autorizza i finanziamenti, pubblici.

“Probabilmente è stato un errore in passato aver accettato che assessori leghisti abbiamo finanziato iniziative come il Centro studi delle tradizioni orali delle donne del Garda o le varie celebrazioni dell’orgoglio celtico. Ma forse Galli e i suoi suggeritori vogliono che Regioni ed Enti locali non assumano più alcuna iniziativa di investimento nel campo culturale. Questo è il punto di dissenso politico.
Gli investimenti in cultura sono tutti spreco? E’ stato un errore investire 9 milioni di euro per il restauro della Manifattura Tabacchi, fatto su spinta del ministro Bossi e del ministro Tremonti, per avere una Cinecittà lombarda? È forse un errore continuare a finanziare con 800.000 euro all’anno il Centro sperimentale di cinematografia, che lì è stato insediato? Se Galli e i suoi suggeritori pensano così, lo dicano”

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