E se prima eravamo in due

Il Giornale pubblica un elenco di 248 "clienti" di lavori immobiliari

La lista è molto approssimativa, il Giornale sceglie di evidenziare la presenza di Publio Fiori e Giancarlo Innocenzi

Dopo le anticipazioni parziali della lista dei “clienti” di Diego Anemone di ieri, oggi a pubblicarne una dettagliata estensione (messa online ieri) è il Giornale, mentre gli altri quotidiani si limitano a discutere i nomi degli identificati. Pagina 2 e 3 del Giornale sono invece completamente occupate dall’elenco di 248 nomi, “L’elenco contiene tutti gli interventi effettuati dall’imprenditore nell’arco del quinquennio 2003/2008 in appartamenti, uffici, strutture statali, palazzi di pertinenza di persone più o meno importanti, politici, magistrati, esponenti delle forze dell’ordine, prelati, boiardi di stato, amici degli amici.”

Fra le new entry spunta Giancarlo “Innocenzi, via della Conciliazione”, due passi da San Pietro, il mebro dell’AgCom intercettato al telefono con Silvio Berluconi nell’inchiesta di Trani. E Poi l’ex sottosegretario Publio Fiori, oggi esponente dell’Api di Francesco Rutelli, con la sua vecchia abitazione in via Ruffini a Roma”

I nomi di Fiori e Innocenzi erano circolati già ieri. Il Giornale segnala ancora dalla lista il riferimento a una”società che è ricollegabile a Claudia Mori e Adriano Celentano”, ma cita anche una smentita dalla società. Poi, “molti stabili evidenziati appartengono a Propaganda Fide”. L’articolo cita poi i molti nomi ai vertici della Polizia (Antonio Manganelli, Gianni De Gennaro, Nicola Cavaliere), allegando “attenuanti” rispetto alla loro presenza in quella lista.

La lista pubblicata dal Giornale è in concreto una lista molto abbozzata, in cui spesso sono elencati solo degli indirizzi senza neanche il numero civico (“Via della Ferrarella”), altre volte solo dei cognomi (“Boscagli”). Repubblica invece analizza più in dettaglio alcune delle voci, preferendo la qualità alla quantità. E parte dal “pied à terre di 40 metri quadrati in via Giulia 189” che è per il giornale “l’ultimo imbarazzo di Guido Bertolaso”: l’articolo è dedicato alla “ramificazione” dei rapporti tra la Protezione Civile, i clienti importanti, i ministeri dei lavori pubblici.