Il biglietto di Fini: “Fare pace? Fare finta”

Fini l'ha scritto e poi dimenticato a una presentazione per un volume della Comunità di Sant'Egidio

Ha poi smentito che si riferisse a Berlusconi: "si richiamava a un riferimento storico illustrato da Amato"

La situazione non è delle più serene, e a complicarla ci si mette anche un ambiguo appunto di Fini. Ieri aveva rifiutato un incontro con Verdini e altri esponenti del PdL, spiegando ai propri uomini che

Fino a quando non ci saranno risposte politiche ai problemi che ho sollevato è prematuro fare incontri, soprattutto con intermediari. Attendo ancora delle risposte politiche su queste questioni.

Un commento in linea con la presa di posizione alla direzione nazionale del partito, a sottolineare la momentanea guerra fredda con Berlusconi. E a far pensare male, oggi ci si mette anche un biglietto riportato da diversi quotidiani.

Fini si trovava alla Sala della Lupa a Montecitorio, dove insieme a Giuliano Amato e Walter Veltroni stava presentando un volume della Comunità di Sant’Egidio. Durante la presentazione, Fini ha scritto un breve appunto che poi ha dimenticato sul tavolo. I giornalisti lo hanno trovano e letto:

“Fare pace? Fare finta”.

Davanti a questa frase, è impossibile non farsi venire in mente l’attuale rapporto di Fini con Berlusconi. Anche se dal presidente della Camera arriva poi una smentita:

Con buona pace di tutti i dietrologi, il quesito “fare pace? fare finta” si richiamava a un riferimento storico illustrato da Amato, che in quel momento stava parlando del ruolo della Comunità di Sant’Egidio nel difficile conflitto tra Serbia e Kosovo

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