Italiano per principianti, poco

I college americani tagliano i corsi di italiano, per scarsità di domanda

Lo scorso gennaio il College Board degli Stati Uniti, un consiglio che rappresenta oltre cinquemila college americani, ha stabilito l’elenco delle lingue per le quali vengono attivati esami e corsi: restano lo spagnolo, il francese, il tedesco, il latino, il giapponese e il cinese.
Non c’è più l’italiano, eliminato dalla lista.
Parliamo degli esami compresi nel programma Advanced Placement (AP), che offre corsi di qualità da college agli studenti degli istituti superiori, permettendo loro di accumulare punti in vista delle graduatorie di ammissione. Nel 2008 l’esame AP più scelto dagli studenti era stato Storia degli Stati Uniti; il meno scelto era stato proprio l’esame di Lingua e cultura italiana.

Il Wall Street Journal racconta che la proposta di aggiungere la lingua italiana agli esami AP ha mosso i suoi primi passi nel 2002, e il primo corso era stato attivato nel 2006. L’iniziativa si doveva soprattutto agli sforzi di Margaret Cuomo (sorella di Andrew Cuomo, procuratore dello stato di New York) e di sua madre, Matilda Cuomo, ex first lady dello stato di New York quando suo marito Mario era governatore. Margaret Cuomo è la presidente della Italian Language Foundation.

Il governo italiano versò trecentomila dollari per dare avvio al programma di corsi, e il primo ministro Silvio Berlusconi volò a New York per il lancio del settembre 2003. Altri duecentomila dollari furono versati da alcuni gruppi di sostegno alla cultura italiana. Nei quattro anni in cui il corso di italiano è stato attivo, però, le perdite sono arrivate al milione e mezzo di dollari per anno.

Gli altri corsi, infatti, godono di un numero di iscrizioni enormemente più alto e una fitta rete di gruppi e associazioni che raccolgono fondi per tenerle in piedi. Al corso di italiano sono mancati sia l’uno che l’altro, nonché il sostegno del governo.

Nel caso del corso di cinese, un altro programma AP, il governo cinese e le organizzazioni private hanno raccolto oltre trenta milioni di dollari. Margaret Cuomo è comunque ottimista: ha avuto diverse discussioni con ambasciatori e funzionari italiani sull’istituzione di programmi che consentano agli insegnanti italiani di venire negli Stati Uniti. L’anno scorso i membri della comunità italoamericana hanno lanciato una raccolta di fondi. Il 17 novembre, il governo italiano ha promesso di contribuire per la metà dei fondi necessari: cinquecentomila dollari l’anno per tre anni.

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