Casini pensa a un governo di unità nazionale

Pierferdinando Casini rilancia il progetto di una nuova formazione politica per la riconciliazione, aperta a laici e cattolici, e non esclude la formazione di un governo tecnico di unità nazionale. Ospite della trasmissione In 1/2h di Lucia Annunziata, il leader dell’UDC è tornato a farsi sentire dopo un periodo di silenzio relativamente lungo sul quale ci eravamo interrogati.

Un governo tecnico, di salute pubblica, prima o poi è inevitabile. È l’unica soluzione seria per risolvere i problemi del paese.

Secondo Casini, infatti, solamente un governo tecnico potrebbe avere la forza di attuare le riforme strutturali necessarie per l’Italia senza l’assillo del consenso elettorale. Si tratterebbe di una «scelta di grande responsabilità politica» per evitare che l’Italia possa «finire nel baratro».

Nel corso del programma di RaiTre, Casini ha poi confermato che a partire dall’incontro di Todi previsto per fine maggio inizierà a prendere corpo un nuovo soggetto politico.

Il partito che abbiamo in mente di fare è un partito della nazione. La parola della Lega è Padania, quella di Idv l’antiberlusconismo, la nostra è unità nazionale. Concordia nazionale. Non sarà un restyling dell’UDC, che da solo non basta a rappresentare questa novità. […] Le porte sono aperte a tutti, l’importante è che non sia un’adunata di reduci e generali senza esercito, ma un insieme di popolo.

Porte aperte per tutti coloro che vorranno partecipare, dunque. E subito circolano i nomi di Francesco Rutelli, Luca Cordero di Montezemolo e Gianfranco Fini.

Con lui ci siamo divisi sulla nascita del Pdl, oggi lui capisce quello che a me era chiaro già due anni fa. […] Io voglio affermare un’idea diversa della politica. Fini sta facendo bene il presidente della Camera, ma dove va bisogna chiederlo a lui.