Più case per tutti

A Milano il figlio del ministro Scajola ottiene una casa in edilizia convenzionata

Per il presidente delle cooperative Acli ci vuole "una riflessione su questo tema"

Come quando non si parla che di rottweiler per giorni, o di bullismo, l’ultimo grido tra dei temi giornalistici è la casa a prezzi di favore per i politici, quando non con qualche imbroglio. Appena usciti dalle dimissioni Scajola, con il fantasma di nuovi grossi nomi implicati in simili vicende, e le vecchie accuse di “affittopoli” ritirate fuori dal Giornale e Libero contro il centrosinistra, stamattina Repubblica racconta in cronaca di Milano un’altra storia immobiliare: con qualche interesse in più.

Piero Colaprico scrive infatti delle case in via Savona, una zona di grandi ristrutturazioni in loft di vecchi impianti industriali, affollata di “creativi”, architetti, stilisti. Ma anche di appartamenti in edilizia convenzionata, al 103, dove un tempo era la Osram.

Non lo si può definire un palazzo bellissimo, ma non è male. La gente passa, s’informa, la fame di case in città non è finita, ci sono ancora appartamenti liberi: ma sono in vendita a prezzo pieno, a prezzo di mercato, sui 3.600, circa un terzo in più di quelle “convenzionate”. Dove abita anche Massimo Zennaro, il portavoce del ministro all’istruzione Mariastella Gelmini. E in un’altra, sempre di edilizia convenzionata, abita un signore che dice ai negozianti della zona: “Consegnate a casa, c’è il maggiordomo”. Spunta anche un ex consigliere comunale, Davide Tinelli, rifondarolo: ma “Atomo” lavora all’Aem, controlla i contatori del gas, per lui l’edilizia convenzionata ci sta. E, va detto, anche per gli altri è tutto lecito, salvo che per un concetto: com’è possibile che nel mondo dell’informazione globale ad avere il vantaggio dell’edilizia convenzionata non sono giovani coppie e operai, ma figli di ministri e politici?

Alla questione etica e politica se ne aggiunge una ormai divenuta quasi letteraria: l’apparizione anche qui, in via Savona 103, del cognome degli Scajola.

non ci abitano persone che avrebbero difficoltà con i mutui, ma non pochi benestanti e vip. I quali hanno acquistato gli alloggi alla cifra di 2.300 euro al metro quadrato. Sono case molto invidiate in zona. E chi ci sta dentro, all’attico dell’ultimo piano? Il figlio del ministro Scajola, il giovane Piercarlo. A lui, rampante imprenditore dell’energia alternativa, è andato l’appartamento in edilizia convenzionata, grazie alla cooperativa delle Acli, che ha preso una parte del nuovo palazzo al Giambellino, sorto dove c’era una volta la grande fabbrica di lampadine Osram.

Lo stesso Alessandro Maggioni, presidente delle Coop Acli, dice a Colaprico

“Di fatto l’edilizia convenzionata non pone requisiti per chi compra, ma pone dei limiti. Come di non poter rivendere prima dei vent’anni, o di affittare entro certe cifre. Ma nulla di più. Anche noi abbiamo chiesto una riflessione su questo tema”.