Il Post
RSS share on Twitter share on FaceBook Registrati Login

Venerdì a Sanremo / 2

17 febbraio 2012

TAG:

18 commenti

  1. makkox says:

    @KODDO
    “Prodotto da Makkox” in basso a destra sulla copertina del libro di Zerocalcare a te dice qualcosa?
    Non t’angosciare, hai provato. è dura leggere tutto quel testo su una copertina.
    ;)

  2. makkox says:

    @marcopiè
    buffo. ho riletto da poco quel racconto in un vecchio Urania che ho acquistato (di nuovo) da un bancarellista di libri usati. Antologia personale (n°qualcosa, non ricordo).

  3. tanake says:

    pura poesia… quasi commovente nella sua affilata cattiveria.
    bello

  4. koddo says:

    Lo so perfettamente che l’hai prodotto te, sulla copertina ci sono non più di 10 parole che è il mio limite fisiologico. :)

    Mi sono espresso male.
    Quel che intendevo è che stai facendo bene a proporre, nel modo giusto, giovani come zerocalcare e il tuo operato ben si contrappone a quello di Ginger e Fred protagonisti della vigna. In altre parole c’hai poco da sentirti piccolo perchè stai aiutando (e molto bene) un “principe” come zerocalcare che senza il tuo supporto rischiava di finire a fare il cassiere all’Esselunga (come succede a molti altri).

  5. makkox says:

    azz, t’ho risposto brusco perché non avevo fatto colazione KODDO. a me a digiuno per farmi rodere il culo basta 0,2 mt al sec. di vento contrario.
    :)
    sorry.

  6. koddo says:

    Non ti preoccupare, se muori siamo pari.

  7. marcopie says:

    Makkox, quel racconto ce l’ho piantato in testa da quando l’ho letto più di trent’anni fa su un Oscar Mondadori. Peccato che di Asimov si finisca col ricordare prevalentemente la deriva logorroica degli ultimi anni, ci ha regalato perle che brillano ancora dopo decenni. L’umanità del futuro che ha rinunciato al proprio corpo per trasformarsi in esseri di pura energia, ed alla fine ne ha nostalgia, rendendosi conto di aver perso più di quanto ha guadagnato.
    E’ una devastante metafora di quello che succede a tutti noi crescendo, convinti che diventare ricchi ed affermati ci renda migliori, quando invece lo paghiamo a prezzo dei nostri sogni e di tutto quello che un tempo ritenevamo importante.
    Grazie ancora per avermi restituituito questa consapevolezza… magari qualche pezzo di sogno faccio ancora tempo a tenermelo cucito addosso.
    ;-)

  8. army61 says:

    Per quanto ho apprezzato questa storia, per me il tuo Sanremo potrebbe anche chiudersi così.
    Non so perchè, ma immediatamente dopo aver letto la tua descrizione e visto l’immagine del giovane principe, ho la sensazione che stia suonando la canzone “Pezzi di vetro” di Francesco De Gregori…chissà?

Lascia un Commento