
Kamikaze
20 febbraio 2011
40 commenti
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Mi chiamo Marco Dambrosio, mi firmo Makkox. Racconto e disegno storie. Il librone delle vignette di Makkox "Post Coitum", edito da Bao Publishing, è acquistabile qui.
Chi siamo - Il Post è una testata registrata presso il Tribunale di Milano, 419 del 28 settembre 2009

io soffro su alcune vigne di MAKKOX.veramente,son sempre spunto per riflettere e mi fa sentire un po’piu’,come dire,al calduccio il fatto che il mio sentire cosi’amaro sia condiviso da altri.questo momento storico per me cosi’assurdo,lo vivo davvero male.non riesco a trovare conforto in niente alcuni giorni.ma per fortuna in altri la spinta a vivere e a “fare”diventa piu’forte e allora mi sorprendo a sperare…grazie Makkox.
kamikaze … è terribile questa vignetta … dice: “pigro, apatico, disposto a morire ‘pur di’ ma non a combattere” e anche “sono … siamo battuti nell’anima” … spero tu non lo pensi veramente caro Makkox … grazie comunque per l’analisi.
@marcsimon tu non hai a volte la sensazione che sia tutto talmente piu’grande di noi(mi riferisco alla situazione del nostro paese)da non poterci fare niente?certo,ognuno di noi magari tenta di vivere “nel giusto”(scusa la retorica)ma poi?realmente,cosa possiamo fare?
Per combattere occorre intravedere una possibilità, un margine di vittoria. Non so tu, ma io non lo vedo. Aspetto che si apra uno spiraglio di opportunità, ma in quest’attesa la mia vita, la nostra, se ne sta andando. Le cose cambieranno quando tutta questa ricchezza ingiustificata ed immeritata finirà, allora avremo l’opportunità di dar vita ad un mondo diverso. Se ci saremo ancora.
la disperazione per il futuro è un sentimento assai paleocristiano. l’oggetto di speranza allora non è più fisico ma metafisico. L’apocalisse, il Giudizio Universale in cui tutti si risorge e tutti si assiste al riequilibrio dei torti, dei danni.
La situazione in cui ci troviamo in Italia NON con un partito, ma con un uomo solo al comando da 20 anni (perché non c’è struttura partitica alle sue spalle, siamo onesti) contribuisce a creare la stessa (occhio: iperbole) disperazione in me, oggi. Quindi lo stesso tipo di assurdo, malsano sperare.
ok Mak. Stacca tutto. Spegni computero. Cancellati dal cancellabile online. Vai a fare disegno dal vero e parla con il pizzaiolo sotto casa NON di politica. Chiedigli dei figlioli, se ne ha.
Hai un cane, vero? Ecco, stai con il cane. Fallo correre.
Ti fai qualche giorno così e tutto torna a posto.
Io lo so che il tuo è un mestiere usurante.
Lo so bene.
Un abbraccio, dunque.
Le spy story DI LeCarré mi piacciono molto (hai letto Amici Assoluti? Prima metà così così, ma finale assolutamente clamoroso e, pure lì, disperante). Quelle ALLA LeCarré non sempre, ma comunque grazie per il consiglio, lo proverò senz’altro. Aggiungo che a me all’epoca Syriana non piacque un granché, in primis per la scena del bambino in piscina (da quando ho un figlio non riesco più a vedere scene del genere) ma soprattutto perché troppo privo di speranza, cosa che all’epoca in me non risuonava mentre ora evidentemente, purtroppo, si.
ehehe, ti voglio bene giannigì, m’hai parlato come un zio bravo.
@leo
ma son stelle di riferimento per la navigazione.
in effetti ALLA le carré nun se po’ senti’
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