Il Papa e internet
25 gennaio 2011
27 commenti
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Mi chiamo Marco Dambrosio, mi firmo Makkox. Racconto e disegno storie. Il librone delle vignette di Makkox "Post Coitum", edito da Bao Publishing, è acquistabile qui.
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secondo me anche l’ombra nasconde qualcosa, ma non ho ancora capito…
ECCEZIONALE!
Sì certo, che ridere, genio (però che barba certi commenti. Posso dirlo? Non rischio un linciaggio?.
Il Papa ha scoperto feisbuc, capirai! Giocarsi la battuta su questo mi pare una scorciatoia umoristica. A prescindere dalle posizioni personali di ognuno, dovremmo riconoscere che la religione non è paragonabile ad un palinsesto televisivo, in rapido e continuo adattamento alle tendenze del momento. Non è la priorità della religione, che invece media tra l’uomo ed Altro, tra il terreno e il Sacro. Allora perché non “svignettare” sul Dio uomo-elefante? Sul divieto dell’ascolto della musica rock? Contrariamente a ciò che la vignetta suggerisce, confrontarsi con internet da parte della Chiesa è dimostrazione di modernità.
Detto da uno che con i preti e le suore non ha niente a che fare.
veramente io notavo che la chiesa è fondata sugli universi paralleli, e quindi lo trovav…
niente. ironia. roba di grana grossa.
Umh… non è che la tua risposta è velatamente ironica e tende a sfotterm… no è che io sono effettivamente di grana grossa e tendo a non capire. Scusa.
Ubar, io penso che la satira che riesca meglio sia quella che utilizza come soggetto dei temi/fatti/personaggi che tutti conoscono e nei quali ci imbattiamo tutti i giorni.
Pensi che una vignetta su Vishnu, slegata da qualsiasi fatto di cronaca, possa avere lo stesso impatto?
Qui la satira non è sulla religione o sulle sua basi, ma semplicemente sulle parole del Papa che (almeno a noi senza fede destinati alle fiamme dell’inferno) farsi un autogol pazzesco parlando di “mondi paralleli in cui rifugiarsi”.