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La gelosia è una sciocchezza

24 maggio 2010

Corso di Alfabetizzazione Sentimentale Obbligatoria – Prof. du Lac – 6° lezione
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Bravi, siete stati bravi,
la scorsa settimana avevo concluso domandandovi cosa ne pensaste della gelosia, e le risposte sono state – in buon numero – inaspettatamente soddisfacenti. Certo, diversi hanno descritto – sbagliando – una piccola componente di gelosia come necessaria, ma nessuna risposta si rifaceva a un concetto cavernicolo del rapporto uomo-donna come avevo temuto in un primo momento. Me ne rallegro: si vede, cari studenti, che vi siete applicati alle precedenti lezioni.

La gelosia è una sciocchezza. È, nella migliore fra le ipotesi, una patente mancanza di fiducia nei confronti della persona amata. Delle due l’una: o c’è una ragione per sospettare del proprio compagno – e allora questa ragione dovrebbe essere sufficiente a degradarlo a non-più-compagno – oppure non c’è una ragione, e allora perché essere gelosi? Dice bene Filippo, dubitare di un invito accettato significa:

mettere in discussione l’intelligenza, la correttezza, e quindi lo stesso rapporto amoroso che si ha con l’altro. (…) Che ragioni ho di sospettare un tradimento? E se ho ragioni di sospettare una scorrettezza, un colpo basso, che stima ho di questa persona che dovrebbe essere la migliore?

Oltre alla esaustiva prova di Filippo – farà strada questo ragazzo – ottime anche le risposte di Alberto V, Sid e Gabriele un “+” a Valeria C (posta), Daniele Ze (posta), GnG, Saverio (posta), Ilaria (posta).

Non fidarsi della persona che si ama è – in sé – una contraddizione in termini. Come possiamo diffidare della persona a cui abbiamo scelto di affidarci? Eppure ci sono esseri umani che nascondono e dubitano nascondigli, che trovano normale mandare avanti un rapporto fondato sui reciproci occultamenti. Persone che assumono dei detective privati per avere una risposta che il solo fatto di sentire la necessità di assoldare un investigatore dovrebbe dargli.

A.D. – Prof du Lac, è chiaro, se il mio compagno incontra una pretendente le ipotesi sono due: A) la pretendente non può inficiare il mio primato: non c’è ragione per cui io tema questo incontro. B) lei può inficiarlo, è possibile che lei sia migliore di me agli occhi di lui. Ciò andrebbe appurato subito: se io non sono la donna della sua vita voglio scoprirlo il prima possibile (e, semmai, provare a convincerlo del contrario).

Per questo non c’è ragione di trattenere il mio compagno da un incontro simile: il concetto che tutti professiamo – voglio che il mio amato mi scelga tutti i giorni! – ha un valore di sacralità. Desidero essere scelta, desidero il suo desiderio di desiderarmi accanto: non vorrei mai che fosse un divieto di sosta a farlo parcheggiare davanti casa mia.

Effettivamente, Dora, una coppia innamorata non è gelosa di nulla, uno dei due potrebbe dormire accanto a un pretendente – se quello della fedeltà è uno dei loro vincoli – senza che questo possa turbare l’altro: se fosse l’occasione a rendere l’uomo ladro allora saremmo tutti, potenzialmente, dei ladri. E di un ladro – inteso come qualcuno che non si stima: naturalmente le persone cambiano, e c’è anche chi non trova sbagliato rubare – non ci si può innamorare (cfr Lezione III).

L’idea che soggiace alla limitazione dell’agire del proprio amato è quella di non considerarsi all’altezza del proprio rapporto, quasi che l’aver convinto la persona che si ama di essere il suo partner ideale fosse un inganno ben riuscito ai suoi danni: saresti più felice con qualcun altro, ma io non te lo farò incontrare!

E noi vorremmo mai stare con una persona così? Un individuo che ha la protervia di volerci rendere infelici, per proprio tornaconto – dentro a un castello di costrizioni, bugie, e ali tarpate – quando là fuori, magari, c’è il principe azzurro delle favole. Se fuori dal castello c’è il Cavaliere Nero, non sprecare fatiche ed emozioni per impedirmi di incontrarlo: va lì e battilo. Dimostrami, a giudizio insindacabilmente soltanto mio, che sei migliore di lui. Sennò come puoi pretendere che m’innamori di te?

A.D. – La domanda che, assieme a du Lac, abbiamo deciso di somministrarvi questa settimana è la più difficile dall’inissio del corso, saremo perciò più larghi nella valutassione delle vostre prove:

Il partner del vostro più caro amico/a vi piace sempre di più. Che cosa fate?

Rispondete nei commenti qui sotto, oppure nella cassetta del Prof. du Lac. Ci rivediamo il prossimo martedì.

14 commenti

  1. Caro studente Isci,
    Ho l’impressione che lei sbagli nel commisurare gli altri a sé stesso. Di sé può risolvere ciò che vuole, ma non può decidere di doppiare il pensiero altrui.

    In questo la differenza fra l’ingenuo e lo “scafato” è che il primo ammette l’esistenza del secondo, mentre il secondo non accetta che esista qualcuno che ragioni e si comporti come il primo.

    È sufficiente una sola persona che non dia ragione d’esser geloso perché il suo intero discorso crolli: se è possibile essere così, è giusto aspirarvi – del resto questo, lei stesso, non lo nega – o cercare di avvicinarcisi, per quanto possibile.

    In ogni caso, visto il grande interesse e dibattito sul tema (qui e altrove), nella prossima lezione tornerò sull’argomento.

    L. du Lac

  2. isci says:

    gulli non è che ho sbagliato apposta i nomi li ho battuti come me li ricordavo.

    Giovanni non commisuro gli altri a me stesso semmai alle persone che vedo intorno a me: conosco una ragazza inamoratissima del suo uomo, lui è un attore decisamente belloccio e un po’ stronzo e talvolta la tratta malissimo e la fa piangere. Lei ha una relazione con un tizio (con un passato di picchiatore neofascista)dello staff di un parlamentare di forza italia e un’altra con un aiutoregista di sinistra che però le ripete sempre che non è una cosa seria perché lui è innamoratissimo della sua ragazza che è una rumena felicemente sposata con due figli.
    Un altro amico che vive in germania ha la ragazza che vive a catania, è innamorato di lei e mi frantuma i coglioni con quanto soffre lontano da lei, ha una amante fissa (una specie di seconda ragazza), una relazione con la ragazza di un amico che è anche la migliore amica della sua ragazza catanese e svariate relazioni occasionali.
    Conosco un’ altra ragazza anche lei perdutamente innamorata del suo uomo va a letto con un altro tizio che considera un’idiota perché “scopa da Dio” (parole sue). Potrei continuare per ore.

    Poi ho difficoltà a capire il tuo ragionamento.
    Due soli punti: io non contesto l’enunciato “la gelosia è una sciocchezza”. Conosco una persona (un matematico e credo questo c’entri) che afferma che non gliene fregherebbe nulla se la donna lo tradisse ma ha intenzione di sottoporre i suoi figli al test del Dna per assicurarsi che siano figli suoi perché non vuole sprecare tempo e denaro ad allevare individui con cui non condivide il suo patrimonio genetico. Mi sembra una posizione perfettamente razionale. Mi fa semplicemente sorridere la spiegazione :”perché se lui/lei è la migliore persona del mondo come potrebbe tradirmi ?”

    Poi il punto è che io non lo so e non posso saperlo se la mia donna “non dia ragione d’esser geloso” quindi non posso sapere se ho ragione di essere geloso o meno.

    Ti faccio notare poi che hai modificato la tua posizione. Prima dici che : “Una coppia innamorata non è gelosa di nulla, uno dei due potrebbe dormire accanto a un pretendente…senza che questo possa turbare l’altro.” e :”: se fosse l’occasione a rendere l’uomo ladro allora saremmo tutti, potenzialmente, dei ladri.” (per inciso hai ragione, siamo tutti potenzialmente infedeli)
    poi nel tuo ultimo commento dici che l’assenza di gelosia e la fiducia assoluta è un ideale a cui tendere.

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