Louis Vuitton : Runway - Paris Fashion Week Womenswear Spring/Summer 2015
  • Moda
  • 4 aprile 2015

La legge francese sulle modelle troppo magre

È stata approvata dalla Camera, ora si discuterà in Senato: impone un indice minimo di massa corporea che le agenzie sono tenute a far rispettare, ma non tutti credono sia sufficiente

Louis Vuitton : Runway - Paris Fashion Week Womenswear Spring/Summer 2015

Venerdì 3 aprile la Camera francese ha approvato un emendamento alla riforma della sanità che impedirà alle agenzie di moda di assumere modelle troppo magre, stabilendo un limite minimo di indice di massa corporea (IMC) da rispettare affinché si possa lavorare nel settore. L’emendamento deve ancora essere approvato dal Senato, ma la legge è già stata molto ripresa dalla stampa internazionale e sta facendo discutere parecchio in Francia. Il parametro minimo da rispettare non è ancora noto perché dovrà essere stabilito dalla Haute Autorité de santé, una commissione indipendente nazionale che si occupa di salute: in precedenza però Olivier Veran, il deputato socialista che ha presentato l’emendamento, aveva detto che le modelle dovranno certificare di avere un indice di massa corporea almeno di almeno 18 (cioè dovranno pesare almeno 55 chili se alte un metro e 75 centimetri). Non è ancora chiaro se la legge interesserà anche i modelli, ma il dibattito si sta concentrando soprattutto sulle conseguenze che avrà per le modelle: il ministro della Salute Marisol Touraine ha detto che la legge è «un messaggio importante per quelle giovani donne che guardano alle modelle come a un canone estetico».

Se l’emendamento dovesse passare anche al Senato, le agenzie che violeranno i parametri stabiliti dalla legge potranno ricevere una multa fino a un massimo di 75mila euro, e i loro responsabili potranno ricevere una condanna fino a sei mesi di carcere. In Francia – dove ogni anno si tiene la Paris Fashion Week, uno degli eventi di moda più importanti al mondo – è stato stimato che soffrano di anoressia fra le 30mila e le 40mila persone, e che nove su dieci delle persone che ne soffrono sono donne.

Leggi simili sono già state approvate in altri paesi, citati come esempio in questi giorni: in Israele una legge del 2013 ha stabilito che per apparire sulle riviste israeliane e per fare sfilate di moda le modelle debbano avere un indice di massa corporea non inferiore a 18,5 (che è anche il limite stabilito dall’Organizzazione mondiale della sanità sotto il quale una persona è considerata sottopeso). In Italia la settimana della moda di Milano ha adottato da anni il limite di 18,5 di IMC, mentre in Spagna dal settembre del 2006 tutte le modelle che partecipano alle sfilate devono sostenere una visita medica.

La Camera francese ha anche approvato un emendamento simile che prevede fino a un anno di prigione e una multa di 10mila euro per le persone che ne incoraggiano altre a perseguire «un’estrema magrezza». Agence France-Presse scrive che «la legge in questione è diretta in particolare a quei siti Internet “pro-anoressia” che alcuni accusano di incoraggiare le ragazze a diventare anoressiche». Un emendamento simile a quello approvato ieri era stato presentato nel 2008, ma allora non era riuscito a passare.

Il Syndicat national des agences de mannequins (SYNAM), l’unico sindacato che riunisce i dipendenti delle agenzie di modelle, ha detto che l’emendamento avrà alcune conseguenze negative: per esempio interesserà solo le agenzie e non le riviste del settore, che potranno lavorare senza adottare i nuovi standard. La legge inoltre sarà valida solo in Francia, cosa che secondo il SYNAM potrebbe spingere le modelle francesi a cercare lavoro all’estero impoverendo il mercato nazionale. L‘editorialista del Guardian Hardley Freeman ha inoltre scritto che è superficiale pensare che esista una correlazione diretta fra l’approvazione di una legge sull’indice di massa corporea delle modelle e la prevenzione di disturbi alimentari come l’anoressia:

Suggerire che questa legge avrà un impatto sui numeri delle persone che soffrono di disturbi alimentari è come dire che queste malattie interessano quasi solo donne sciocche che vogliono apparire come le modelle. I messaggi che arrivano dal contesto sociale hanno una ruolo importante nei casi di disturbi alimentari: da ragazza, quando si comincia a intuire il valore che la società attribuisce al corpo, ha senso utilizzare il corpo per esprimere la propria infelicità. Ma credetemi, non è solo la moda a mandare messaggi sbagliati, e non si tratta nemmeno di un problema di eccessiva magrezza. Il fatto è che ancora oggi le donne vengono giudicare soprattutto in base al loro aspetto fisico.

Se davvero si vuole contrastare la diffusione dei disturbi alimentari, bisogna cominciare a capire perché così tante persone sono infelici: e insegnare ai ragazzi come parlare dei propri sentimenti senza ricorrere al masochismo. Bisogna comprendere perché così tante donne e ragazze avvertono l’obbligo di mettere il bene per sé stesse all’ultimo posto: e soprattutto, indagare le cause di questo odio per sé stessi, e non le manifestazioni esteriori.

foto: Pascal Le Segretain/Getty Images

Mostra commenti ( )