Sono andato a correre in riva al mare con Rosella Postorino

Stamattina molto presto, così presto che il bar sotto casa non aveva ancora alzato la sua serranda grigia e un po’ arrugginita, sono andato a correre in riva al mare con Rosella Postorino.
Abbiamo corso per circa tre quarti d’ora: in genere io corro sempre per circa tre quarti d’ora, perché non sono abbastanza allenato per correre un’ora e poi perché sono molto abitudinario e faccio sempre le stesse cose, e lo stesso percorso che dura per l’appunto circa tre quarti d’ora.
Ho scoperto da qualche giorno gli audiolibri, e così ho deciso di fare una cosa nuova (strano, visto che io sono molto abitudinario e faccio sempre le stesse cose), ovvero andare a correre ascoltando Le assaggiatrici di Rosella Postorino invece della mia musica preferita, come faccio di solito.
Ho notato due cose, stamattina, correndo in riva al mare con Rosella Postorino: la prima è che ho corso un pochino più lentamente, ci ho messo quasi due minuti in più a fare il mio solito percorso. Non so come mai, ma forse dipende dal fatto che una parte delle mie energie l’ho utilizzata per concentrarmi sulla storia che stavo ascoltando (questo lo dico anche per tranquillizzare Rosella Postorino, non vorrei pensasse che l’abbia seguita distrattamente).
La seconda cosa è che mi sono stancato meno delle altre volte: avrei potuto proseguire la mia corsa, se avessi voluto, per diversi minuti ancora. Non so come mai, ma forse dipende dal fatto che mi sono lasciato trasportare così tanto dalla storia da non avvertire più la fatica. Il libro è scritto meravigliosamente bene, è pieno di storie e sottostorie, di sapori ma anche di odori e di sguardi, di desideri e di paure, di fame e di sazietà. Sono stato talmente preso dalle vicende di Rosa Sauer, l’assaggiatrice di Hitler, che non ho pensato più a me stesso e alla mia stanchezza.
Che peccato, mi sono detto guardando il cielo e la spiaggia, che Rosella Postorino non sappia che siamo stati a correre insieme in riva al mare, stamattina presto. Non mi sembrava giusto che non lo sapesse. Così sono tornato a casa e ho scritto questo post.

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