Tre cose che non avevo scritto

Cose che non ho scritto la settimana scorsa per non essere sulla notizia.

1. Il pastore piromane della Florida è un pirla, e per convincersene bastava sentire una delle sue rustiche conferenze stampa, cariche di geriatrica ansia d’attenzione. Però risalirei la catena mediatica di comando che cinicamente ha deciso di concedergli il famoso quarto d’ora di celebrità. Ecco, quelli, che magari si stanno fregando le mani per il rumore fatto, quelli con tutto il rispetto con “lo show che deve andare avanti” li metterei un paio d’anni alle previsioni del tempo, senza dargli spiegazioni (sempre che poi tutta la storia non abbia implicazioni diversissime, meno “naturali” e assai meno cronistiche. Ma se è così tra non molto lo sapremo).

2. Il libro di Christian Rocca sulla Versione di Barney è affettuoso, divertente ed è anche un “come eravamo” dello spirito del Foglio, in un periodo nel quale non ci scrivevo ma lo leggevo con divertimento. Tanto per essere in stile Barney, la parte che preferisco riguarda quello che ne esce fuori di Rocca e della sue compressa emotività. Perciò progetto una Versione di Rocca che stenderò tra circa 30 anni.

3. È un bel momento di dischi completamente sconosciuti. Però poi arriva Brian Wilson, lo stesso matto che ci ossessiona da quando da ragazzini abbiamo scoperto che “Sei già di un altro” dell’Equipe 84 era solo una versione italiana e che l’originale era molto meglio, arriva Wilson e produce un’apparente trombonata per virtuosi come la sua Versione di Gershwin. Allora ci diciamo che qua tutti fanno versioni, poi però lo sentiamo perché a Brian chi dice di no? E puntuale, quando spunta “I’ve Got A Crush On You”, in terrificante versione terzinata, col pianino ritmico e i suoi ragazzi che fanno il doo-wop, insomma quando il motore ormonico della Southern California si riaccende, come capita sempre ci si blocca, si molla tutto, si fissa il vuoto, e si va dietro alla voce senza età di Wilson, via via, giù verso il prossimo lunedì.

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