Le fiaccolate di Novi Ligure

In Italia si celebrano gli anniversari: anche degli omicidi, anche delle storie più pesanti. Sono dieci anni dal 21 febbraio 2001, quando a Novi Ligure Erika De Nardo, con l’aiuto di Omar Favaro, uccise sua mamma, Susy, e il fratellino Gianluca, che aveva 11 anni. Vennero condannati a 16 e 14 anni dal tribunale dei minori di Torino. Omar ha scontato nove anni, è uscito nel marzo scorso, gli sono stati conteggiati gli sconti per buona condotta. Erika uscirà tra meno di un anno, già adesso lavora in una comunità. Erika non è più la persona che entrò in carcere nel febbraio del 2001.

Tutti i quotidiani si sono prodotti in rievocazioni. Di quei giorni mi ricordo anche un’altra storia. Mi ricordo della caccia alla banda di albanesi, della ricerca del mostro, mi ricordo delle fiaccolate, dei titoli dei giornali. Gli albanesi: oggi si parlerebbe di romeni. Poi arrivò la notizia che gli albanesi non c’entravano nulla che non era come tanti avevano pensato. Le fiaccole si spensero, chi sfilava tornò nelle case e dietro alle finestre chiuse iniziò a guardare i propri figli adolescenti pensando domande non pronunciabili. Dopo di allora le fiaccole si sono accese tante altre volte, la ricerca del mostro non passa mai di moda. Ancora non hanno capito che è pericoloso vivere con l’ossessione dei mostri a cui dare la caccia perché magari poi i mostri li trovi davvero. E scopri che dormono nella stanza accanto alla nostra.

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