Private equity: il bello, il brutto e il cattivo

Ho avuto un utile teleconferenza con altri cinque investitori sui pro e i contro degli investimenti in private equity (PE). Quello che segue è un elenco, senza un ordine particolare, di quelli che abbiamo convenuto essere gli elementi principali da considerare [con i miei commenti personali tra parentesi]. Come sempre, tutti gli errori e le omissioni sono miei.

A- Il bello

  1. Diversifica le fonti di rendimento offrendo opportunità non disponibili sui mercati liquidi [Vero.]
  2. Produce rendimenti meno volatili. [Come nel caso degli investimenti immobiliari diretti, questo è l’effetto di valutazioni meno frequenti e non in tempo reale; potenzialmente soggette a manipolazioni.]
  3. Ti mantiene sempre investito. [Non posso fare transazioni, quindi non posso nemmeno fare stupidaggini. Fondamentalmente, un’incarcerazione preventiva prima di commettere un crimine.(1)]
  4. Ci si affida a una migliore governance. [I consigli di amministrazione sono composti da dirigenti senior del fondo e da persone da essi selezionate.]
  5. Grandi istituzioni con orizzonti di investimento di lungo termine hanno investito con successo in PE. [Sebbene i risultati non siano uniformi, alcune istituzioni hanno avuto risultati eccezionalmente buoni, aiutati dall’accesso preferenziale a fondi, dalla selezione dei manager e dalla riduzione delle commissioni.]
  6. Sono socialmente attraenti, hanno anche una componente di divertimento. [Con “socialmente” non si intende “ESG / SRI”, ma “unisciti al club” e “siediti al tavolo con grandi nomi”.]

B- Il brutto

  1. È poco liquido e lo è per molto tempo. [È l’altro lato della medaglia del punto A3.]
  2. Occorrono molti anni – in media da 4 a 7 – per implementare correttamente un programma con diversificazione di ‘vintage’ e settoriale. [Musica per le orecchie dei gestori.]
  3. I costi sono molto alti. [Il rendimento netto per gli investitori è inferiore del 20-30% rispetto al rendimento lordo: per ottenere un rendimento annuo nominale netto del 10% gli investimenti devono rendere il 12,5-14,3% lordo; a titolo di confronto, negli ultimi 120 anni le azioni statunitensi hanno registrato un rendimento di poco inferiore al 10% annuo.]
  4. La quantificazione dei rendimenti, sebbene matematicamente accurata, è complicata e poco chiara, soprattutto per quanto riguarda gli effetti della leva finanziaria. [Soggetto a manipolazione nelle presentazioni, spesso nascondendo i risultati reali e il loro confronto con gli indici liquidi standard.]
  5. Per ottenere dei solidi risultati e calcolati correttamente, di cui al punto B4 sopra, è necessario affidarsi al gestore giusto. [Molto difficile da trovare e da poter investirci.]

C- Il cattivo

  1. Trasparenza nei costi. [Pochi ti dicono in anticipo quanto pagherai in commissioni totali. Spesso una parte dei costi viene semplicemente omessa.]
  2. Alcuni gestori fanno pagare una commissione sul capitale investito o, nel caso di co-investimenti diretti, anche solo per mostrarti l’opportunità. [No comment.]
  3. Nonostante il punto C2 sopra, la performance è ancora riportata sulla base del TIR o multipli di capitale investito. [Una versione più pericolosa del punto B4.]
  4. Il materiale informativo è spesso invitante ma poco chiaro. [A volte fuorviante, utilizzando confronti non adeguati e grafici del tutto sbagliati.]
  5. I gestori provano a convincerti che i loro interessi sono allineati ai tuoi dicendoti che “anche io ci metto i miei soldi” [… dimenticando di menzionare “ma non pago alcuna commissione.”]

I lettori possono trarre le proprie conclusioni. Se mi sono perso qualcosa spero che gli altri partecipanti alla conferenza lo menzionino nei commenti del blog o in forma anonima a me (per un successivo inserimento nei commenti).

Roberto Plaja, 16 aprile 2021

(il post originale, in inglese, lo trovate qui)

Note: (1) Non posso fare a meno di pensare a una vecchia pubblicità per il Black Flag’s Roach Motel, una trappola per insetti: “Gli scarafaggi entrano, ma non escono!” (Vi prego di scusarmi per aver paragonato gli investitori agli scarafaggi; sono sicuro che avete colto il punto.)