3. La vita agra, di Luciano Bianciardi
La storia di un uomo che voleva dar fastidio con un libro, ma scrisse un capolavoro che fu amato ed elogiato anche da chi avrebbe dovuto sentirsi criticato

Il nuovo episodio del podcast di Francesco Piccolo, registrato dal vivo durante la terza serata dedicata al tentativo di rispondere alla domanda: perché l’Italia non è cambiata? Un podcast che è insieme un racconto e un evento, una registrazione con il pubblico dentro, insieme agli applausi, alle risate, alle attese, ai suoni del teatro.
In questo nuovo episodio, Francesco Piccolo parte dal romanzo La vita agra di Luciano Bianciardi, pubblicato nel 1962, che racconta la storia di Luciano, alter ego dell’autore, che arriva a Milano con l’intento di compiere un attentato dinamitardo contro la sede centrale di un’azienda responsabile della morte di 43 minatori.
Presto però la città, i suoi ritmi, la sua nebbia, le persone che la abitano, sullo sfondo del boom economico al suo culmine, finiscono per assorbire il protagonista e i suoi ideali, fino a soffocarli. L’idea di Bianciardi era scrivere un romanzo che desse fastidio, che facesse emergere le criticità del boom economico; inconsapevolmente però, raccontando questa storia, finirà per raccontare quella che sarà la parabola del suo romanzo, che sarà tanto apprezzato da venir fagocitato dai meccanismi che voleva criticare, e persino della sua stessa vita.
Allegramente pessimista sarà un podcast in quattro puntate, anzi in quattro serate, ognuna dedicata a un’opera – un romanzo o un film – che aiuti a capire perché l’Italia non è cambiata.