L’esempio greco è sotto gli occhi di tutti

Anna Finocchiaro su Repubblica:

Il Pd non ha mai cambiato idea. Per trovare un accordo con gli altri avevamo aperto a un sistema più proporzionale.

Ma, c’è un ‘ma’:

Il risultato delle amministrative ha talmente frammentato il voto, con il crollo del Pdl, nessun exploit del Terzo Polo, e l’esempio greco è sotto gli occhi di tutti.

Non posso notare il fantastico passaggio su Casini (l’alleato degli alleati a cui il Pd ha guardato appassionato e ammirato per tre anni, liquidato in un inciso). E non posso che felicitarmi che il Pd – che non ha cambiato idea – abbia cambiato idea. Solo che lo ha fatto perché il maggioritario a doppio turno, ora, conviene al Pdl e alla destra. Oh, yes.

Come se nulla fosse, infatti, Osvaldo Napoli, sul Corriere, spiega:

Che la legge elettorale sia a un turno o a due importa poco. Quello che conta è che ci sia un sistema maggioritario e che gli elettori possano eleggere il proprio esecutivo. Ogni altra soluzione è destinata a lasciare l’Italia nella palude.

Ora, mi chiedo sinceramente, e con tutta la gentilezza del caso, se possiamo ancora accettare una classe politica che ragiona e (non) lavora in questo modo.

Il progetto Violante, fin dall’estate scorsa era una variante dell’ungherese, poi diventata ispano-tedesca, mentre gli elettori firmavano il referendum per il ritorno al Mattarellum, di cui quasi nessuno in Parlamento si curava. Poi è arrivata la bozza dell’ABC che era una via di mezzo, ma studiata apposta per non far perdere nessuno, e formare la maggioranza di governo dopo le elezioni e non prima.

Ora tutti chiedono un bel maggioritario a doppio turno, perché Casini non c’è più e perché la destra – da Casini a Berlusconi, passando per Fini – ha bisogno di recuperare i voti della Lega, con cui non si può alleare direttamente. E quando li potrà recuperare? Ma al secondo turno, ovviamente.

Ma, c’è un altro ‘ma’: i tempi sono strettissimi. E chissà come mai, verrebbe da dire, visto che si deve ricominciare daccapo. E chissà che i ballottaggi, e il loro andamento, non incidano sulla prossima proposta. Potrebbero metterci anche un terzo turno. Non si sa mai. E che sia proporzionale, ma soprattutto maggioritario. E che assicuri la governabilità. Mica come in Grecia.