Con tante scuse, suo Francesco

“Dentro Internet il problema che vedo è che c’è poco giornalismo. Il web viene utilizzato spesso per coltivare rancori, per lanciare schizzi di umore che spesso sono neri, diventano spesso i bloger, non tutti ovviamente, diventano dei parassiti dei giornalisti di carta, perchè fanno le pulci a quel titolo, questo ha fatto così eccetera, passano le loro giornate a censurare, criticare i giornali, quindi come se ci fosse nel bloger, anche fisicamente, di fatti poi a volte si somigliano, sono un po’ cupi e hanno questa idea del mondo che, insomma, trafficano con le parole, il giornalismo non è questo”

Il sublime cameo composto da Francesco Merlo durante il Festiva del Giornalismo di qualche giorno fa non avrebbe bisogno di commenti. Diffonderlo dovrebbe essere più che sufficiente ed è questo in fondo il senso di questo post. Ricopiare le parole pronunciate ci aiuta a definire prima l’educazione e, subito dopo, lo sguardo digitale del giornalista di carta Merlo. Merlo vede su Internet poco giornalismo e questo, per carità, è un punto di vista come un altro. Più interessante invece sottolineare la leggera codardia del “non tutti però”. I bloger (Merlo per qualche ragione pronuncia la parola inglese con una g sola) sono parassiti, non tutti però. Fisicamente si somigliano, non tutti però. Sono cupi e trafficano con le parole, non tutti però. Sarebbe utile che Merlo chiarisse esattamente, in una qualche sua futura esternazione pubblica, quanti sono i bloger che si somigliano fisicamente, perchè una simile intuizione imporrà di certo una revisione dei rapporti fra genotipo ed ambiente. E ancora, dove ha avuto modo di osservare i bloger cupi? Li ha studiati nel loro ambiente naturale? E come si muovono? Emettono versi strani? Si rotolano nel fango, vero?

A parte gli scherzi, la verità è che io mi sono sentito offeso dalle parole di questo signore. Sul serio. Non mi capitava da anni, pensavo anzi di non avere alcuna voglia di ritornare su simili questioni. Come scrive Leonardo è tutto così 2003. Invece, toh, strano il mondo, le parole di Francesco Merlo mi hanno offeso. Così ho deciso di scrivere questo breve post con un solo intento. Ci ho ripensato, non voglio alcuna spiegazione, non mi interessano eccezioni o altri patetici “non tutti però”. Voglio le scuse di Francesco Merlo. Semplicemente. Le voglio scritte sul web, da qualche parte, in quanto bloger che da un decennio, come migliaia di altri, traffica con le parole.