La partita lenta

A Cannes si vince per il voto di un presidente e di una manciata di persone. Come nella maggior parte dei festival. In questo gli Oscar e i nostri piccoli David hanno un meccanismo molto più convincente. Tanto negli Awards americani che nei nostri, i film vengono votati da una giuria molto numerosa, composta dalla quasi totalità della comunità artistica di riferimento. Di conseguenza i verdetti sono sicuramente più condivisi e meno condizionati dal giudizio soggettivo del singolo. Palma o non palma, This Must Be The Place sarà comunque un film di assoluta svolta per il cinema italiano.

Di Sorrentino si sa tutto. È inutile rappresentare l’ennesima voce del coro di chi dice che raramente il cinema ha avuto un autore che avesse allo stesso tempo un grande sguardo e una grande penna. Entrambi gli aspetti non potrebbero essere così straordinari se non si appoggiassero su altri due formidabili e meno celebri (al di fuori degli addetti ai lavori) talenti del nostro cinema: Luca Bigazzi alla fotografia e Umberto Contarello come cosceneggiatore. Bigazzi è tra i migliori DOP in Europa e ha firmato la fotografia di tutti i film di Sorrentino, eccetto il primo. Contarello era al primo lungometraggio con il regista napoletano.

Ho avuto la fortuna di lavorare su un altro progetto con Contarello, genio ingombrante e intellettualmente stravolgente. Ha firmato tanti film, non tutti perfetti, ma tutti segnati dalla capacità di spostare il punto di vista ed evitare l’ovvio in tutte le sue forme, mischiando fede (artistica) e una profonda ragione. In questa accoppiata risiedono le maggiori speranze per il futuro e il prestigio del nostro cinema.

Come detto, This must be the place è il primo film scritto insieme da Sorrentino e Contarello. Ma c’è stato un prodromo, un piccolo film che è stato in qualche modo la prova generale del sodalizio. Si chiama La partita lenta ed è stato tra i primi cortometraggi prodotti da Intesa San Paolo. Insomma: in attesa che This must be the place arrivi in Italia (si parla di ottobre), consoliamoci con il fratello piccolo.

 

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