La tv col mal di denti

Oggi ho firmato anch’io la petizione “Se non ora quando”, quella per la giornata di mobilitazione delle donne indetta per il 13 febbraio. Che la condizione femminile in Italia fosse assolutamente incomparabile con quella dei paesi democratici occidentali e che rivelasse con chiarezza l’irreparabile deterioramento del nostro contratto sociale mi è sembrato evidente soprattutto da quando sono tornato dall’estero. Peraltro l’idea che mi sono fatto, e di cui ho parlato diffusamente nel mio libro, è che mai in Italia si riuscirà a conquistare diritti civili veri e a vivere il valore della laicità dello Stato, nel senso dell’inclusione di tutti i suoi cittadini al di là delle condizioni personali e del rispetto delle decisioni prese da ciascuno sulla propria vita adulta, fintanto che le donne italiane non saranno loro stesse cittadine a pieno titolo di questo Paese.

E quindi bene questo moto di indignazione, benissimo il disgusto collettivo per quello che emerge dalle intercettazioni berlusconiane dove le donne sono equiparate a quarti di vacca: questa la pupilla, quella il culo. Bene, dunque. Però. Però oggi, complice un’estrazione dentaria, mi sono messo davanti alla televisione, di pomeriggio, con la borsa del ghiaccio su una guancia. E mi sono sintonizzato su Canale 5, trasmissione dal titolo, appunto, “Uomini e donne”. Ora non voglio fare lo snob che non guarda la tivvù del pomeriggio ma in realtà, a parte la parola “tronista” sepolta da qualche parte del cervello, non mi ero mai imbattuto e fermato davanti allo show che intrattiene alcuni milioni di italiani (e immagino soprattutto italiane) ogni pomeriggio. Oggi, invece, ho assistito. E ho assistito all’orrore di due donne – una di quarant’anni, l’altra di venti, la differenza ripetuta parossisticamente e sancita da enormi scritte (rosa) in studio tipo “L’amore non ha età?” – che si contendevano, al limite dello scontro fisico, un bellone seduto su un trono. Il tutto davanti agli occhi di Maria De Filippi, gongolante ed evidentemente soddisfatta di una scena veramente repellente e oscena, in cui la dignità delle due povere disgraziate era letteralmente fatta a pezzi e maciullata. Una gogna inconcepibile in un paese che non sia andato collettivamente, definitivamente e completamente fuori di cervello.

Indignarsi perché Berlusconi si sarebbe fatto toccare le parti intime al Bunga Bunga e accettare come se nulla fosse che in televisione al pomeriggio ci sia “Uomini e donne” non serve assolutamente a nulla. Perché è esattamente, millimetricamente, lo stesso vomito, la stessa insostenibile melma.