Nuova Era Turbolenta

Qualche giorno fa scorrendo la home di Repubblica mi sono imbattuto in un video filmato all’interno di un volo di linea. Si trattava di un volo della bulgara ALK airlines, partito il 16 giugno dall’aeroporto di Pristina, in Kosovo, e diretto a Basilea. «Paura e urla sul volo per Basilea», diceva il titolo. Una notizia tra le tante. Comunque ho aperto il video, dato che avevo voglia d’infliggermi una scena di orrore. Perché? Sono un essere umano e dentro di me esiste questa particolare pulsione. Ma non divaghiamo. «Alcuni passeggeri sbalzati a terra», ho letto nella sintetica descrizione del video, «altri verso l’alto contro i vani per i bagagli a mano». In un altro resoconto ho trovato la seguente testimonianza: «La gente ha iniziato a urlare e piangere. Un’assistente di volo ha sbattuto con il carrello contro il soffitto. I bicchieri sono volati ovunque e alcune persone si sono scottate con l’acqua bollente». Scene di panico e paura, insomma, il tutto a causa di una turbolenza improvvisa in condizioni di meteo normali. Fortunatamente nessuno si è fatto male. Dieci feriti non gravi. L’aereo è arrivato a Basilea sano e salvo. E tuttavia, mi sono detto, chissà che la scena filmata da quel telefonino non c’entri con Nuova era oscura, ovvero il saggio del giornalista, artista e scrittore James Bridle nel quale ero felicemente immerso proprio in quei giorni?

Nel terzo capitolo del libro, dedicato al clima (il libro è composto da dieci capitoli, ciascuno intitolato con una parola che inizia per C: Crepa, Computazione, Clima, Calcolo, Complessità, etc.), Bridle elenca una serie di spaventose testimonianze di viaggiatori sopravvissuti a una turbolenza durante un volo di linea. Sembra un po’ prenderci gusto nel descrivere quegli istanti di congestione e apocalisse consumati all’interno di un non luogo così artificiale e claustrofobico come la fusoliera di un aereo. Come non pensare a una perfetta metafora letteraria del suicidio di specie e delle troppe inquietudini del nostro tempo? Poi, dopo averti stordito per un paio di pagine, Bridle sferra il colpo finale. Scrive che entro certi limiti le turbolenze possono essere previste in base al calcolo e allo studio delle condizioni meteorologiche, ma per le cosiddette «turbolenze in aria chiara» il discorso cambia. Le turbolenze in aria chiara, questi fenomeni meteorologici sintetizzati in un’espressione che sembra descrivere la crisi di un mistico o di un epilettico, si verificano a cielo sereno e consistono in vortici e movimenti caotici, prodotti dallo scontro violento tra masse d’aria provenienti a velocità diverse e da più direzioni. Le turbolenze in aria chiara si stanno verificando sempre più spesso, dice Bridle: da 0,3 incidenti su ogni milione di partenze nel 1989, a 1,7 nel 2003 (dati forniti nel 2006 dalla Federal Aviation Administration, cioè l’agenzia competente nel Dipartimento Trasporti degli Stati Uniti).

Bridle non fornisce dati più aggiornati, ma sostiene che tale aumento sia dovuto a un’alterazione climatica e cioè agli accresciuti livelli di anidride carbonica nell’atmosfera. A questo proposito cita uno studio di due ricercatori universitari inglesi, secondo il quale «al raddoppio della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, l’occorrenza di turbolenze in aria chiara lungo il corridoio transatlantico varia in maniera considerevole […] i risultati del nostro studio suggeriscono che il cambiamento climatico porterà a voli transatlantici più turbolenti entro la metà di questo secolo. Inoltre i tempi di percorrenza potrebbero aumentare e così il consumo di carburante e le emissioni».

Nuova Era Oscura è un saggio affascinante e terrorizzante, generoso di brani sorprendenti per limpidezza espressiva, freschezza di vocabolario, per la capacità di restituire, quindi, il gusto fumoso e alieno del mondo nel quale ci stiamo addentrando. Al tema del cambiamento climatico viene dedicato un solo capitolo, mentre nella restante parte del libro Bridle affronta temi che vanno dallo sviluppo della potenza di calcolo nei computer, al ruolo degli algoritmi e dei trader automatizzati nella crescente velocità degli scambi finanziari, fino alla manipolazione della psiche infantile esposta ai meccanismi ipercomplessi e sfuggenti, umani e non umani, che determinano la modalità di riproduzione automatica dei video su YouTube.

La nuova era descritta da Bridle è oscura non tanto perché c’inquieta, ma perché l’oscurità definisce la nuova posizione dell’uomo nel mondo, posto di fronte a entità così complesse da non poter essere dominate entro limitate capacità razionali, così ambigue da non poter essere gestite all’interno di una fragile sfera emotiva, così soverchianti da non poter essere governate da istituzioni sempre più impotenti. Il grande tema della nostra epoca, infatti, non è puramente l’amministrazione democratica della complessità, ma sostenere l’individuo, il suo equilibrio, aiutarlo a non soccombere, dotarlo di un nuovo sguardo, degli strumenti filosofici, etici e morali, affinchè possa famigliarizzare, in qualche modo, con l’inconoscibilità, l’orrore e i segni dell’apocalisse, senza avere la tentazione di uccidersi o di combattere il prossimo.

Non posso sapere se la turbolenza che ha colpito il volo tra Pristina e Basilea sia una conseguenza del cambiamento climatico. Del resto non era neppure un volo transatlantico. Tuttavia la notizia è un ottimo innesco per alimentare le mie personali ossessioni intorno alla fine del mondo. Ogni giorno trovo uno spunto diverso. Le notizie sulla catastrofe climatica sono già un genere giornalistico, narrativo, fotografico. Siamo già ampiamente nella pornografia della catastrofe, sebbene la catastrofe stenti a diventare un argomento della politica. Occorre davvero un nuovo inizio e porci l’uno con l’altro una domanda in una nuova conversazione universale, di specie. Per esempio: come posso sopravvivere a tutte queste brutte notizie, gentile lettore che mi hai letto fino a questo punto? Hai qualche consiglio da darmi?

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