Drag King

 

Chi sono i drag king? Il termine può non risultarvi completamente nuovo, infatti sono i fratelli delle Drag Queen, banalmente diremmo la loro versione femminile. Tuttavia non a tutti è noto che rispetto al più famoso fenomeno delle drag queen, esiste il corrispettivo del travestitismo dal genere femminile a quello maschile.

Il drag kinging è infatti un’espressione inglese usata per indicare una pratica secondo cui persone si vestono e interpretano sul loro corpo il genere maschile con i suoi stereotipi. Questa definizione è comunque molto superficiale e non affronta le sfumature e le considerazione più profonde del fenomeno. In effetti il drag king non è neanche detto che sia una donna! Come riporta il sito Gay Tv , dove è possibile leggere una sorta di manuale per affrontare concretamente il kinging: “Affermare che il DK sia un travestito, per quanto vero, è assolutamente superficiale. Un DK, volendo, può anche essere una trans. L’essenza stessa di un DK è il transgenderismo: questa è una delle fondamentali per cercare di capire questo fenomeno.”

Spesso chi pratica kinging lo fa per seguire intenti artistici o per sperimentare i generi sul proprio corpo. Così è stato per i partecipanti al workshop “What’s Body?” del laboratorio Sguardi sui Generis di Torino. In conclusione dei vari incontri con tematica Il corpo, le organizzatrici hanno deciso di promuovere una giornata pratica al Circolo Maurice di Torino sulla costruzione di un corpo diverso per analizzare le sensazioni dell’avere su di sé gli elementi del genere maschile a partire dal proprio genere, maschile o femminile, giocandoci anche ad un livello più prettamente teatrale, dopo la parte di preparazione del “travestimento”, con scene attoriali in cui gli elementi del maschile, movimenti, posture, voci, atteggiamenti, situazioni sociali, prendevano la loro dimensione sui corpi di chi partecipava al workshop. Il lavoro del laboratorio che portava i partecipanti ben oltre l’identità aveva come titolo “Maschilità di chi?” scalfendo i limiti del genere preimposto. Le organizzatrici scrivono sul blog: “Attraverso un percorso che gioca con gli stereotipi e i simboli più comuni ci si avvicina ad una percezione fisica dell’artificiosità dei generi. Ed ecco allora che caratteristiche date come biologicamente scontate iniziano ad assumere nuove dimensioni, significati imprevisti, respiri autonomi.”

Tutto il lavoro della giornata è stato riportato nelle opere della fotografa Alice Arduino che ha chiesto ai rappresentanti due foto all’inizio del workshop, ovvero prima del travestimento, una con postura più comunemente femminile e l’altra più virile, per poi riprodurre le stesse posture dopo il travestimento maschile. Dal suo lavoro si capisce come l’identità sia labilmente malleabile sul campo del genere anche solo a partire da una consapevolezza estetica, scardinando l’imposizione sociale del “ruolo di genere”, di atteggiamenti e posture. I partecipanti hanno usato barbe posticce, abiti tipicamente maschili, “packing”. La fotografa Alice Arduino sottolinea: “Si nota come, da prima a dopo, la posizione cambia, mettendo in risalto ed evidenziando quegli stereotipi di genere tipici di uomo e donna, dall’accavallamento delle gambe ad uno sguardo più dolce, per arrivare ad un aspetto più rigido e duro. Ognuna esprime la propria femminilità e la propria mascolinità in maniera del tutto personale. L’espressione del volto e il movimento del corpo si modificano.” Il materiale della giornata è visionabile qui  e alcune fotografie saranno pubblicate nel libro “Il Re è Nudo. Per un archivio Drag King in Italia”, Collana Altera, Edizioni ETS, che uscirà a Dicembre del 2013.

Come spiega Judith Butler, filosofa post-strutturalista statunitense, ne “La disfatta del genere”: “Il genere è il meccanismo attraverso cui vengono prodotte e naturalizzate le nozioni di maschile e di femminile, ma potrebbe anche rappresentare lo strumento tramite il quale decostruire e denaturalizzare tali termini”.

Questo strumento è da tempo nelle mani di artisti, uomini, donne, trans gender o chiunque voglia sperimentare un ruolo di genere diverso. Storicamente si dovrebbe andare molto indietro nel tempo per indagare il fenomeno, ma per strutturarlo da un punto di vista più esclusivamente moderno possiamo dire che i primi Drag King sono apparsi tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX nelle dance hall inglesi, anche se il fenomeno ha iniziato a guadagnare fama solo negli anni ‘90, riscuotendo un immenso successo nelle discoteche newyorchesi. Il primo drag americano si chiama Dred ed è la più famosa donna travestita. Il suo è un nome d’arte (quello vero è Mildred), è un acronimo di Daring Reality Every Day (sfidare la realtà ogni giorno). Decide di travestirsi la prima volta nel 1995, dopo aver assistito a uno dei primissimi show di drag king a New York, al Pyramid Club dell’East Village. Di questa sua passione ne ha fatto un mestiere. Ma i nomi nella storia dei drag king o semplicemente di donne o trans che amavano vestire i panni maschili sono tanti: da Ella Shields, Annemarie Schwarzenbach, Cora Anderson che nel 1914 venne arrestata perché per 13 anni si era travestita da uomo e spacciata per un certo Ralph Kerwinneo, Evelyn “Jackie” Bross arrestata a Chicago nel 1943 per pubblica indecenza perché anche il kinging ha avuto la sua opposizione e censura, pensando che nel 1931 il sindaco di Parigi espelleva Marlene Dietrich perché indossava un completo da uomo. In questo senso, sono molto interessanti le fotografie vintage dei drag king di una volta.

Negli ultimi anni anche l’Italia si sta avvicinando al fenomeno Drag King: gli Eyes Wild Drag e i Kings of Rome sono due delle realtà più note, ma ci sono molti altri gruppi o singoli che praticano il kinging. Sono nati infatti parecchi siti con l’intento di promuovere il fenomeno dei Drag King in Italia e sempre più laboratori pratici di avvicinamento alla tecnica.

– Stephania Giacobone –

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