Operaperta

Da tempo pensavo alla possibilità di applicare un metodo simile alla SIC alle arti visive, e “operaperta” è il risultato. Si tratta di una piattaforma per la creazione di opere collettive, la cui principale differenza con gli altri tentativi del passato (dai surrealisti in poi, non mi dilungherò con degli esempi) è che il lavoro in questione ha una “regia”. L’idea nasce dalla constatazione che tutti i tentativi a me noti, pur restando esperimenti interessanti, mancavano di una coesione poetica e formale. Questo perché ogni partecipante, ligio all’anarchico despotismo dell’arte, disegnava come e cosa gli pareva. La domanda di questo progetto è la seguente: è possibile fare qualcosa di omogeneo, piegando varie creatività al volere di un “tiranno illuminato”? Per ottenere una risposta ho invitato a collaborare ad un primo esperimento quattro artisti italiani che stimo: Valentina Campagni, Dario Molinaro, Vacon Sartirani e Sicioldr.

Il lavoro si è sviluppato come segue: ogni artista ha lavorato con una libertà ancorata a poche regole compositive, per rendere le varie parti unificabili dal “direttore artistico” (versione politicamente corretta del tiranno di cui sopra), un ruolo che in questo caso ho rivestito io stesso. Una volta completate le parti, sono state montate digitalmente, per semplificare non di poco i passaggi necessari. Trattandosi del primo tentativo, il tema affidato non era originale ma il “remake” di un’opera di Leonardo. Il risultato, pur con tutti i limiti delle opere prime, mi pare una risposta chiara e distinta: si-può-fare!. Lo sviluppo delle potenzialità creative di questo metodo è appena all’inizio, ma già si aprono all’immaginazione possibilità che sfidano i limiti della megalomania…

(Valentina Campagni ha creato la testa, Dario Molinaro lo sfondo, Sicoldr il corpo, Vacon l’ “ermellino” ed io il montaggio)

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