La meschina ritorsione di “Chi”

Il caso Brancher, certo. Ma personalmente sono più colpita dal caso di Giulia Bongiorno, che dopo tre anni ha “perso” la rubrica sui diritti delle donne che teneva sul settimanale della Mondadori “Chi”, diretto da Alfonso Signorini. La cancellazione di “Doppia difesa” (questo il nome della rubrica, gestita insieme a Michelle Hunziker) è avvenuta con modalità tali da avvalorare il sospetto una meschina ritorsione per il ruolo politico svolto dalla Bongiorno in Commissione Giustizia. Le autrici non sono state preavvertite né contattate dal direttore. Alla Hunziker è stato fatto sapere che la sospensione della pubblicazione è stata decisa all’improvviso per vaghe “ragioni editoriali”. Insomma, è piuttosto evidente che la scelta risponde a logiche diverse da quelle giornalistiche.
“Doppia difesa” non è solo il nome di una rubrica, ma anche di un’associazione fondata da Giulia e Michelle, molto attiva a tutela delle donne vittime di violenza e discriminazione. Il lavoro portato avanti dal gruppo è stato, tra l’altro, uno dei fondamenti della legge contro lo stalking: una delle poche riforme “vere” di cui può vantarsi il centrodestra. E Giulia Bongiorno è un modello di impegno professionale e politico che fa onore alle donne, di qualsiasi schieramento siano. Per questo sono colpita dalla meschinità del suo siluramento. Se fosse quel che sembra – una piccola rappresaglia dei “berluscones” contro una personalità forte – tra l’altro indicherebbe una debolezza insospettabile e deprimente.