Una parlamentare islandese ha tenuto un intervento in aula mentre allattava la figlia

Una parlamentare islandese ha tenuto un intervento in aula mentre allattava la figlia

La parlamentare islandese Unnur Bra Konradsdottir del Partito dell’Indipendenza stava allattando la figlia di 6 settimane nell’aula del Parlamento mercoledì scorso (12 ottobre), quando a sorpresa è stata chiamata per un intervento su una nuova legge per le politiche dell’immigrazione in discussione. Konradsdottir ha raggiunto il podio e ha tenuto il suo discorso continuando intanto ad allattare la figlia. La cosa si è svolta molto naturalmente e gli altri parlamentari non hanno dato l’idea di essere sorpresi o infastiditi. Konradsdottir ha in seguito spiegato che quello della parlamentare “è un lavoro come tanti altri: devi fare quello che c’è da fare”, aggiungendo che allattare i figli “è la cosa più naturale che ci sia”.

Tutti i premi Nobel per la letteratura, in una mappa

Tutti i premi Nobel per la letteratura, in una mappa

Il sito americano dedicato alla poesia My Poetic Side ha pubblicato una mappa realizzata con Google Maps che mostra quante persone hanno vinto il premio Nobel per la letteratura in ogni paese del mondo. In totale ci sono stati 113 Nobel per la letteratura nella storia, di cui 14 donne. Per quattro anni il premio fu assegnato a due persone – nel 1904, nel 1917, nel 1966 e nel 1974 – e per sette anni non fu assegnato – nel 1914, nel 1918 e dal 1940 al 1943 per le guerre mondiali, e nel 1935 probabilmente perché nessun candidato fu ritenuto degno.

Il premio è stato assegnato per la prima volta nel 1901, quando lo vinse il poeta francese Sully Prudhomme. Il paese con più premi Nobel per la letteratura è proprio la Francia: ce ne sono stati 16, l’ultimo Patrick Modiano, nel 2014. Il secondo paese per numero di Nobel per la letteratura sono gli Stati Uniti, che sono arrivati a 11 con la vittoria di Bob Dylan del 2016, mentre il terzo è il Regno Unito, con dieci. Seguono Germania e Svezia con otto e poi l’Italia, che con sei premi Nobel per la letteratura è il sesto paese che ne ha ottenuti di più.

Questo conteggio però si basa sulla cittadinanza dei vincitori al momento dell’assegnazione del premio, mentre My Poetic Side ha rifatto il conteggio considerando la lingua in cui i premi Nobel si esprimevano e la loro cultura di riferimento. Ad esempio, Isaac Bashevis Singer, premio Nobel per la letteratura nel 1978, era americano, ma era di origine polacca e la lingua in cui scriveva era lo yiddish: per questa ragione nella mappa è stato inserito tra i Nobel polacchi.

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Tra i paesi americani, dopo gli Stati Uniti, che con il conteggio di My Poetic Side hanno nove Nobel, c’è il Cile, con Gabriela Mistral nel 1945 e Pablo Neruda nel 1971. Gli altri paesi americani che hanno un premio Nobel per la letteratura – uno solo – sono: Canada (Alice Munro, 2013), Messico (Octavio Paz, 1990), Guatemala (Miguel Ángel Asturias, 1967), la piccola isola di Santa Lucia (Derek Walcott, 1992), Trinidad e Tobago (Sir V. S. Naipaul, 2001), Colombia (Gabriel García Márquez, 1982) e Perù (Mario Vargas Llosa, 2010).

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In Europa con il conteggio di My Poetic Side, la Germania supera il Regno Unito per dieci a otto e la Francia ha solo 14 Nobel: Ivan Bunin, Nobel nel 1933 e autore di lingua russa, è messo tra i russi, nonostante avesse preso la nazionalità francese, e Gao Xingjian, autore in lingua cinese, è messo tra i cinesi.

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Solo tre paesi africani hanno avuto dei premi Nobel per la letteratura: il Sudafrica, la Nigeria e l’Egitto. I Nobel del Sudafrica sono due ed entrambi bianchi: Nadine Gordimer nel 1991 e John Maxwell Coetzee nel 2003. La Nigeria ha avuto un premio Nobel per la letteratura, Wole Soyinka, nel 1986, e così l’Egitto, Naguib Mahfouz nel 1988. In Asia, Cina e Giappone hanno avuto due premi Nobel per la letteratura ciascuno, uno solo invece l’India, Rabindranath Tagore nel 1913. Se si considerano i Nobel sovietici, la Russia ha avuto cinque Nobel per la letteratura.

Qui c’è la mappa di My Poetic Side nella versione interattiva.

Il bot che traccia i voli dei dittatori che arrivano e partono da Ginevra

Il bot che traccia i voli dei dittatori che arrivano e partono da Ginevra

Il giornalista svizzero François Pilet ha creato un bot (GVA Dictator Alert) che serve a tracciare gli arrivi e le partenze dall’aeroporto di Ginevra degli aerei di proprietà di regimi autoritari, e a postarli automaticamente su Twitter. Da quando è stato attivato, nell’aprile 2016, il bot ha postato oltre settanta arrivi e partenze. Il bot, ha detto Pilet, traccia gli aerei che sono usati dai regimi definiti “autoritari” dal Democracy Index 2015, un indice elaborato dell’Economist Intelligence Unit (EIU, una società di analisi e ricerche che appartiene al gruppo che pubblica l’Economist). L’elenco degli aerei tracciati è visibile su GitHub. Il tracciamento si basa sui dati forniti da un’antenna in grado di captare i segnali inviati da ogni aereo in partenza o in arrivo, e che contengono il suo numero di coda e la sua posizione.

Secondo Pilet, i rappresentanti dei governi autoritari hanno delle ragioni legittime per recarsi a Ginevra – che è sede di numerose organizzazioni internazionali, tra cui le Nazioni Unite – ma potrebbero essercene anche delle altre, come l’evasione fiscale o il riciclaggio di denaro.

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