La testuggine trovata negli scavi di Pompei

La testuggine trovata negli scavi di Pompei

Negli scavi in un’area del sito archeologico di Pompei sono stati da poco ritrovati i resti di una testuggine di circa 2mila anni fa, che aveva provato a scavarsi un rifugio tra i detriti di una bottega dismessa dopo il terremoto del 62 d.C., che aveva causato la distruzione di un’ampia porzione della città.

Le dimensioni del carapace, dello scheletro interno e del piastrone (la parte del guscio che rimane a contatto con il suolo) hanno permesso di risalire alla specie di appartenenza, Testudo hermanni, e di determinare che la testuggine fosse relativamente giovane.

(ANSA/CIRO FUSCO)

Secondo i gruppi di ricerca che l’hanno ritrovata, si era probabilmente rifugiata nell’edificio non più utilizzato della bottega per trovare un luogo adatto a deporre il proprio unico uovo. L’ipotesi è che non avesse comunque trovato un luogo sufficientemente adeguato per lasciare l’uovo continuando a trattenerlo. Questa condizione, che si chiama distocia, fa sì che le testuggini vadano incontro a diversi problemi per la loro salute, che spesso si rivelano fatali.

(ANSA / CIRO FUSCO)

È probabile che chi si occupò in seguito di rimettere in sesto la bottega danneggiata non notò la presenza dell’animale, e i suoi resti furono coperti arrivando pressoché intatti fino ai giorni nostri.

In passato erano state ritrovate altre testuggini a Pompei, ma non in luoghi interni di questo tipo. La sua presenza offre qualche indizio sulle grandi attività di ristrutturazione e risistemazione della città che furono svolte dopo il terremoto del 62 d.C., a distanza di vari anni dalla più famosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C., che comportò la distruzione dell’antica città.

Zinedine Zidane in una partita diventata arte

Zinedine Zidane in una partita diventata arte

Zinedine Yazid Zidane compie oggi cinquant’anni. È stato uno dei più grandi calciatori dell’epoca moderna, simbolo dello sport negli anni Novanta e punto di contatto tra due diverse generazioni di calciatori. I suoi diciott’anni di carriera furono segnati continuamente da grandi momenti: la vittoria dei primi Mondiali della Francia nel 1998, il Pallone d’Oro alla Juventus, il trasferimento al Real Madrid per 150 miliardi di lire, il gol al volo nella finale di Champions League del 2002, i Mondiali del 2006 con i gol alla Spagna, all’Italia e la testata a Marco Materazzi come epilogo.

A imprimere definitivamente la sua figura in un certo immaginario sportivo, oltre a farla arrivare in altri ambiti lontani dal calcio, ci fu poi il documentario Zidane, un ritratto del XXI secolo, che documentario in realtà non è. Nel 2005 due artisti francesi lo ripresero nella partita di campionato tra Real Madrid e Villarreal seguendolo in prima persona con diciassette videocamere dall’inizio alla fine. Il risultato fu un’ora e mezza di girato — accompagnato dalla colonna sonora originale dei Mogwai — che oltre a un riconosciuto valore artistico, divenne una delle testimonianze più originali ed efficaci mai realizzate della carriera di un giocatore non comune.

Come proseguimento di una carriera mai banale, anche da allenatore Zidane è riuscito a distinguersi. Ha allenato per circa sei anni, sempre al Real Madrid, ed è riuscito a vincere tre Champions League consecutivamente, come nessuno prima di lui, oltre a due campionati spagnoli. Ora è fermo da un anno, ma potrebbe tornare presto ad allenare, probabilmente in Francia: se non al Paris Saint-Germain, con la nazionale francese al termine dei Mondiali in Qatar.

Zidane, un ritratto del XXI secolo si può vedere per intero qui.

Il video della raffineria russa bombardata con un drone

Il video della raffineria russa bombardata con un drone

A Novoshakhtinsk, una città russa vicino al confine con l’Ucraina, un drone ha bombardato una raffineria, causando un’esplosione. La autorità russe hanno detto che l’incendio è stato spento e che nessuno è stato ferito. Sempre fonti russe hanno parlato di un attacco compiuto da due droni, descrivendolo come un attacco terroristico. Per il momento, l’Ucraina non si è invece espressa apertamente sull’accaduto. Un video dell’esplosione è stato condiviso su Twitter da Yaroslav Trofimov, giornalista del Wall Street Journal.

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