Obama si prepara ad essere disoccupato

Obama si prepara ad essere disoccupato

Nell’ultima puntata di The Late Show, uno dei talk show più seguiti degli Stati Uniti, il presidente Barack Obama ha partecipato a uno sketch comico con il conduttore Stephen Colbert. Colbert fingeva di voler preparare Obama a un colloquio di lavoro dato che tra pochi mesi il suo secondo mandato presidenziale finirà e non avrà un impiego. Nello sketch Colbert fa notare a Obama che è difficile trovare un nuovo lavoro per un uomo di 55 anni, gli chiede dove sia nato esattamente e perché abbia ricevuto il premio Nobel per la pace – Obama risponde di non saperlo ancora.

Il video non è doppiato in italiano, ma si possono aggiungere i sottotitoli in inglese cliccando sulla prima icona in basso a destra.

Il nuovo video di Moby, “Are you lost in the world like me”

Il nuovo video di Moby, "Are you lost in the world like me"

È uscito il nuovo video di Moby & The Void Pacific Choir, che accompagna la canzone “Are you lost in the world like me”. È il nuovo estratto da These Systems Are Failing, uscito il 14 ottobre. È il quarto singolo tratto dal nuovo disco: due delle canzoni (“The Light Is Clear in My Eyes” e “Almost Loved”) erano già uscite lo scorso anno, e una terza (“Don’t Leave Me”) era uscita lo scorso agosto.

Priyanka Chopra si è dovuta scusare per questa maglietta sui migranti

Priyanka Chopra si è dovuta scusare per questa maglietta sui migranti

L’attrice indiana Priyanka Chopra, una delle più famose di Bollywood, il nome con cui viene identificata l’industria cinematografica indiana, e che recentemente ha recitato anche nella serie tv americana Quantico e nel film di prossima uscita Baywatch, si è scusata per aver posato per la copertina della rivista indiana Traveller indossando una maglietta che era stata ritenuta offensiva nei confronti dei migranti. Sulla maglietta c’era scritto: “rifugiata, immigrata, straniera, viaggiatrice”. Chopra, che è anche ambasciatrice dell’UNICEF, ha detto che la copertina era stata pensata come un messaggio contro il razzismo, ma che è stata fraintesa dalle molte persone che l’hanno criticata sui social network. Anche Condé Nast, il gruppo editoriale che pubblica la rivista, si è scusato, spiegando che l’obiettivo era di «contrastare gli stereotipi e il fatto che l’etichetta di rifugiati, immigrati e stranieri sta creando una cultura di xenofobia».

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