Adem Ljajić che lascia il campo durante Inter-Torino per andare in bagno

Adem Ljajić che lascia il campo durante Inter-Torino per andare in bagno

Durante la conferenza stampa nel dopo partita di Inter-Torino, giocata mercoledì sera e finita 2 a 1 per l’Inter grazie a un gol segnato negli ultimi minuti da Mauro Icardi, l’allenatore del Torino Siniša Mihajlović ha criticato alcuni dei suoi giocatori e ha parlato anche del perché il serbo Adem Ljajić avesse lasciato il campo appena dopo il secondo gol dell’Inter. Mihajlović ha spiegato che Ljajić, durante la partita, aveva sofferto di alcuni problemi intestinali e negli ultimi dieci minuti era rimasto quasi sempre fermo a bordo campo, vicino alla panchina del Torino. Dopo il gol dell’Inter, Ljajić ha dovuto lasciare il campo per andare nel bagno degli spogliatoi di San Siro, lasciando il Torino in dieci uomini perché Mihajlović aveva già effettuato i tre cambi concessi.

In Islanda si può cuocere il pane sottoterra

In Islanda si può cuocere il pane sottoterra

Al centro termale Laugarvatn Fontana Spa, che si trova a circa un’ora di auto da Reykjavík, nel sud-ovest dell’Islanda, si cuoce un tipo di pane di segale sfruttando il calore di alcune pozze di acqua bollente. L’impasto viene messo in una pentola sigillata che poi viene sotterrata nella terra dove si trovano queste pozze: dopo 24 ore il pane è pronto e la pentola può essere dissotterrata. A Laugarvatn Fontana, che si trova su una sponda del lago Laugarvatn, ci sono sei “forni” geotermici che vengono usati dalle persone per cucinare; oltre al pane viene cotta in questo modo anche la carne di agnello. Il video è stato realizzato dalla filmmaker americana Alison E. Grasso.

I primi emoji di sempre fanno parte della collezione del MoMA

I primi emoji di sempre fanno parte della collezione del MoMA

Il Museum of Modern Art di New York (MoMA) ha aggiunto alla sua collezione di design i primi emoji mai realizzati, le 176 icone disegnate da Shigetaka Kurita e dai suoi colleghi per l’operatore telefonico giapponese NTT DOCOMO. Furono disponibili per la prima volta sui cellulari nel 1999 e sono grandi 12×12 pixel. Il nome “emoji” è formato dall’unione di tre parole giapponesi che significano “immagine”, “scrittura” e “carattere”: in pratica significa “pittogramma”. Gli emoji della NTT DOCOMO furono subito un successo in Giappone e furono adottati in breve anche dalle altre compagnie telefoniche; nel 2010 sono stati approvati dall’Unicode Consortium ma hanno cominciato a essere usati negli altri paesi solo dopo il 2011, quando furono introdotti sui dispositivi iOS di Apple. Al momento gli emoji approvati da Unicode sono quasi 1.800.

Gli emoji sono stati disegnati come miglioramento delle emoticons, le sequenze di caratteri che imitano delle facce – come 🙂 o anche solo 🙂 ad esempio – usate per indicare il tono dei propri messaggi: esistono dagli anni Ottanta, quando venivano usate dalle prime persone che usavano i computer per comunicare. In Giappone dopo le emoticons e prima degli emoji si diffusero anche i kaomoji, un tipo di emoticon reso possibili dal maggior numero di caratteri della lingua giapponese; un esempio di kaomoji è l’alzata di spalle rappresentata da ¯\_(ツ)_/¯.

emoji_1999Gli emoji di Shigetaka Kurita, disegnate tra il 1998 e il 1999 (NTT DOCOMO)

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